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IL PUNTO/ E alla fine Sanremo sotterra Renzi

9d005d5b7a8b8955969a243c7c266c88-0027-kd9f--656x369corriere-web-nazionale_640x360“Alla fine del governo Renzi cos’è rimasto? La sua leggere elettorale non c’è più, il senato è rimasto com’era, la ripresa non c’è e il Jobs Act non funziona». Parole di Maurizio Crozza, in diretta dal palcoscenico di SanRemo, in diretta nelle case di milioni di italiani. Non è il suo format, non è il suo salotto,non è il suo ristretto pubblico di iniziati. Ma il comico che in questi anni si è rivelato il più feroce e acuto avversario dell’ex premier ,nella sua “copertina” al festival è stato spietato. E ha ricordato ad una opinione pubblica che di Renzi si è già in parte scordata in quale situazione l’Italia di fatto oggi si trova. Un brusco richiamo alla realtà prima di cullarsi nel mondo astratto della coppia Renzi-De Filippi. Satira politica sì, ma mai così aperta, in passato. Un anno fa un attacco così forte a Renzi non sarebbe stato possibile. Lui non lo avrebbe permesso e alla peggio si sarebbe vendicato. Oggi l’ex gigante con i piedi d’argilla annaspa e fatica a controllare il partito, non riesce a determinare una linea strategica decente, non riesce a imporre delle scelte. Il Pd esiste ancora, certo, e resta la forza politica più importante del paese. Ma i renziani faticano ad imporre una egemonia, mentre i Bersani, i Cuperlo, Speranza, D’Alema si trasformano in tremendi ed efficaci guastatori. Gentiloni non è più il clone di Renzi, la fedeltà dei big all’ex premier è legata ad un filo. Possono sorridere gli avversari politici, ma non sorride il paese, condannato all’incertezza più assoluta. Non si sa se, come e quando si voterà, non si capisce cosa accadrà al Pd, congresso come e quando, non si sa quale linea strategica prevarrà in economia, nei rapporti con la Ue, nei rapporti con il nuovo inquilino della Casa Bianca. La confusione che trapela dai commenti politici è la cartina di tornasole di una situazione complessa e delicatissima. Le oscillazioni di gradimenti e valutazioni fanno capire come in questo momento nessuno sia in grado di imporre una linea. L’inaffondabile Renzi è diventato vulnerabile, Crozza lo ha dimostrato: da risorsa imprescindibile del paese a capro espiatorio

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