| categoria: Dall'interno

Meningite, sta meglio il bambino ricoverato a Montalto di Castro

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Il bambino di quasi 2 anni di Montalto di Castro, colpito da meningite di tipo B e ricoverato a Grosseto, sembra stia meglio. Lo afferma la dott.ssa Silvia Aquilani, responsabile del servizio vaccinazioni della Asl di Viterbo, che aggiunge: “Ieri abbiamo terminato in tempi record gli interventi di profilassi, ovvero somministrare un antibiotico agli eventuali contatti. Abbiamo anche ecceduto, perchè abbiamo somministrato gli antibiotici anche a chi non era in contatto stretto con il bambino, rispettando sempre però i requisiti da protocollo. Purtroppo questa malattia ha un’aura molto negativa, evoca i nostri pensieri del passato, gli untori, la peste, la paura, l’emotività. Pensiamo di aver superato la cosiddetta emergenza sia per il piccolo che per chi è stato in contatto”.
Quest’ultimo caso di meningite riporta nella Tuscia la paura e la corsa al vaccino.

“Stiamo aspettando che venga pubblicato sulla Gazzetta ufficiale la nuova offerta vaccinale sui nuovi Lea, in cui è inserito il nuovo piano regionale – precisa la dottoressa Aquilani – Il 18 febbraio saranno probabilmente sulla Gazzetta ufficiale, poi la Regione Lazio li dovrà recepire, quindi, un po’ di tempo passerà. Sta di fatto che il vaccino contro il meningococco B, agente causale di questo piccolino, sarà offerto gratuitamente solo nel primo anno di vita perchè abbiamo dati di efficacia soprattutto in quella fascia d’eta e perchè quella fascia è la più colpita. Dobbiamo vaccinare dove abbiamo maggiori garanzie d’efficacia e dove abbiamo il numero più elevato di probabilità di avere dei casi. Per i bambini più grandi non ci sono ancora evidenze di efficacia anche perchè bisogna vaccinare in maniera massiccia la fascia d’età. Vaccinare in maniera sporadica e su richiesta del genitore purtroppo non è la strategia migliore”. Una novità che annuncia Aquilani è, invece, quella dell’offerta gratuita del vaccino tetravelente contro i 4 tipi di menigococco in età adolescenziale. “Capisco che non sia facile comprendere questo alfabeto delle meningiti, ma il nuovo piano ha questo enorme pregio – puntualizza la dottoressa – Offre i vaccini gratuiti nella fascia d’età in cui abbiamo maggiori gradi di efficacia. Purtroppo i vaccini sono come i farmaci: non può essere il genitore a scegliere, ma deve accettare quello che offre la sanità pubblica, ovvero il meglio nel momento migliore in cui il bambino può rispondere”.

Ma quanto si dovrà aspettare per avere il vaccino tetravalente gratuito?

“I nuovi Lea, che contengono le disposizioni per i nuovi vaccini, verranno pubblicati da quanto sappiamo sulla Gazzetta ufficiale il 18 febbraio – risponde Aquilani – Dopo la Regione Lazio, perchè la sanità è regionale, deve recepire con un suo documento questi nuovi Lea con la strategia d’offerta specifica nel Lazio. Nel Lazio oggi questi vaccini sono a pagamento. Dobbiamo aspettare che la Regione recepisca e proponga il proprio piano vaccinale. Mi auguro che lo faccia in tempi brevi”.

Perchè dottoressa pare che ci siano più casi di meningite rispetto al passato?

“Perchè nel prima e dopo c’è di mezzo l’enorme accesso di informazioni. Nel prima, che non è tanto retrodatato, non c’era questa enorme pubblicità, la notizia che viene subito inviata, citata, twittata ed oltretutto si è affinata anche la capacità diagnostica. Adesso sappiamo in tempi brevi il tipo di meningite. Coniughiamo, quindi, anche ad affinità di capacità diagnostiche le nuove tecnologie delle comunicazioni. Ormai sappiamo tutto in tempo quasi reale. Ma non tutti hanno gli strumenti per capire. Gli addetti ai lavori, con numeri alla mano, ci dicono che i casi di meningite, almeno quelli del 2016 rispetto al 2015, sono in diminuzione. Noi abbiamo meno di 200 casi l’anno in Italia della menignite meningococcica. Per cui parliamo di una malattia infrequente e molto poca contagiosa.

Se ci facciamo caso viene sempre citato il singolo caso. Magari si pensa perchè viene subito attuata la profilassi ai contatti, ma a volte non è per niente facile attuare la profilassi di tutti i contatti del malato. I casi secondari sono rarissimi perchè la malattia è poco contagiosa”.

Ti potrebbero interessare anche:

Pedofilia: abusi su minori, arrestato un sacerdote in Piemonte
Yara: Cassazione conferma carcere per Bossetti
TORINO/ Studente autistico allontanato da scuola, è polemica
Bollo auto, prescritto fino al 2013
Grosseto, carabiniere accusato di abusi sessuali su una bimba
SCIENZA MADRE/ La ricerca è donna e lo Spallanzani la premia



wordpress stat