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Quella teoria del complotto e la crisi del M5s capitolino

E se la famosa teoria del complotto ai danni del Movimento Cinque Stelle capitolino non fosse poi così campata in aria? Lo dicevano all’inizio della lunga crisi della giunta grillina, quando si avvertivano strane manovre ma non si immaginavano certo gli scenari di questi giorni. Qualche autorevole esponente del Movimento lo dichiarava apertamente, ci hanno fatto vincere per distruggerci. Difficile trovare menti così acute e perverse da immaginare un disegno così machiavellico, ma c’è una ampia letteratura a sostegno di scenari torvi e inquietanti. Qualche grande vecchio del Pd romano? LO scenario è affascinante, la strategia studiata a tavolino – ammesso che sia mai esistita – sembra aver funzionato alla perfezione. il Movimento è nei guai, sta implodendo, si sta liquefacendo, autoeliminando senza che gli avversario politici debbano muovere un dito. Meglio di così… I poteri forti, quelli di cui tanto si parla e che non vengono mai identificati compiutamente, hanno dato una mano, indirizzando e sostenendo l’evoluzione della crisi, soffiando sul fuoco, orientando le bordate dei giornali, portando al limite dello scontro le questioni di loro interesse, dalle olimpiadi allo stadio a Tor di Valle. Non c’è stato bisogno di manipolare, i pasticci, gli intrecci di ogni tipo, amorosi, d’affari, le invidie e i rancori dei parvenue della politica erano lì, a portata mano, bastava pescare e far uscire una cosa ogni tanto, pilotando, accelerando e frenando, muovendo i personaggi come burattini. Mettere una forza politica non ancora matura e per niente compatta e coesa a governare l’ingovernabile amministrazione capitolina non poteva portare a conclusioni diverse. Contrapponendole in campagna elettorale figure di secondo piano, modeste non si poteva che favorire una affermazione larga e scontata. Ma qualcuno ricorda i pasticci in seno al centro destra, e la incongruità dei candidati alle primarie del Pd? Roba da gita aziendale, niente di serio. Alla fine con qualche piccolo “aiutino” si è portato a maturazione il bubbone che è esploso nelle scorse settimane. Assessori e collaboratori bruciati in serie, gli avvisi di garanzie, il contorno boccacesco. Grillo e i suoi luogotenenti di errori ne hanno fatti tanti, di sostanza, di forma, di comunicazione. Oggi ne paghiamo tutti le conseguenze. Rimanendo nei termini del complotto, se il Movimento perde di credibilità a Roma la questione si trascina a livello nazionale e ha il suo peso in una situazione politica confusa. Se complotto è stato ha ottenuto un risultato importante. Resta da vedere chi ne trarrà vantaggio. Cui prodest?

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