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Referendum Venezia-Mestre, si prova a dividerle per la quinta volta?

Con 34 voti a favore, due contrari ed un astenuto il consiglio regionale del Veneto ha approvato il referendum per la separazione di Venezia da Mestre. A favore hanno votato i consiglieri della Lega, lista Zaia, Fdi-An, Siamo Veneto, Tosiani e M5s. Contro hanno votato due esponenti di Fi mentre un terzo azzurro si è astenuto. Al voto non hanno partecipato, uscendo dall’aula, i consiglieri del Pd, della Lista Moretti, di Area popolare e Veneto civico.

Il voto era sulla ‘merito’ del quesito ed ora tutto passa alla Giunta che dovrà indire la consultazione. Si tratta del quinto tentativo di separare le due realtà urbane – il primo fu nel 1978 – fuse in un unico comune durante il fascismo.

«Prendiamo atto che il Consiglio Regionale ha espresso parere favorevole, ma solo sul merito della proposta senza ulteriore approfondimento sulla legittimità» afferma il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro che lo ritiene illegittimo.

Lo stesso Consiglio ha poi dato con voto unanime il via libera definitivo alla fusione dei comuni della provincia di Vicenza di Grancona e San Germano dei Berici che daranno vita alla nuovo comune «Val Liona» come deciso dai cittadini degli stessi comuni berici nel referendum del 5 febbraio. Si è dunque passati ad eleggere i cinque componenti dell’Osservatorio per il Contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza, eletti in prima battuta con 26 voti a favore: Giovanni Fabris, Pierluigi Granata, Silvio Montonati, e quindi Vincenzo Guidotto e Francesco Giovannucci.

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