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Un rigore (discusso) di Bacca e il Milan batte il Sassuolo

Reggio Emilia. La differenza è tutta sui rigori. All’inizio Vangioni atterra Berardi, Calvarese fischia la simulazione solo perchè l’attaccante del Sassuolo aveva alzato appena la gamba ma è un errore evidente. All’11’ Duncan è spinto da Kucka, ingenuo, Berardi lo calcia forte ma fuori. In A Donnarumma, che ieri ha compiuto 18 anni, ha fronteggiato 10 rigori, solo metà li hanno trasformati. Berardi non è più una sicurezza, la scorsa stagione aveva sbagliato con la Roma e la Sampdoria, dopo i 100 giorni di infortunio incide meno.
Al 21’ il penalty è per il Milan, Aquilani tocca in area Bertolacci, Calvarese lo punisce, il contatto è leggero ma sanzionabile. Bacca scivola al momento di calciare, il replay da dietro la porta evidenzia che ha davvero toccato due volte il pallone, tira con il destro e devia leggermente con il sinistro: non era da convalidare, è il classico episodio da Var. Il colombiano comunque è infallibile ai rigori, 6 su 6.
Il Milan trae convinzione dal vantaggio immeritato, sospinto dalla curva gremita. Deulofeu a sinistra è temutissimo, Gazzola peraltro gli concede poco. La partita è spezzettata, ravvivata dagli esterni neroverdi e da qualche raid milanista. Come quando Sosa da destra serve Bacca, il fuorigioco è netto (era oltre Acerbi), ma il gesto tecnico è pregevole, di chi ha detto no a Cannavaro e alla Cina. Bello anche il mancino di Suso, da destra, respinto da Consigli.
Eccessive le 7 ammonizioni del primo tempo, in una partita non così dura, che il Milan gestisce, a centrocampo.
Si procede così, con la protesta di Defrel per un tocco di Sosa con la mano, la volontarietà però è da dimostrare. Gli emiliani cercano la massima punizione con insistenza, Paletta entra in ritardo su Politano e sarebbe da punire, Calvarese fa sempre cenno di proseguire.
Il Milan ha il merito di essere umile, di lottare come fosse una provinciale. Si abbassa molto, serve Pasalic per Kucka per gli ultimi 25’, per offrire respiro alla difesa. Dietro piace Zapata, limita Defrel e Politano, chiude ogni situazione. Il fraseggio sassolino palla a terra è sempre gradevole, l’incursione di Dell’Orco evidenzia la vulnerabilità di Abate, capitano timido. In tribuna Squinzi soffre, da tifoso milanista e proprietario del Sassuolo.
La sua squadra meriterebbe più del pari, Donnarumma si allunga sul sinistro di Berardi deviato. Zapata fa valere i suoi centimetri, come quando si rivelò all’Udinese, i 4 attaccanti modenesi non bastano, in mancanza di uno stoccatore aereo. Ocampos per Bacca è una mossa conservativa, per aumentare il pressing sulla retroguardia di casa.
Lo spettacolo è più nella curva rossonera che del Milan, c’è affinità con il colpo di Bologna, al di là della doppia inferiorità numerica rintuzzata nella precedente trasferta. La volata di Ragusa è chiusa da Paletta, Consigli invece dice no al sinistro di Suso, debole. Si supera sull’inzuccata di Zapata, con quelle due occasioni il Milan rende il verdetto meno ingiusto. Deulofeu viaggia talmente veloce che dimentica la palla per strada. Le ripartenze della squadra di Montella sono talmente frenetiche che non vanno a buon fine.
Neanche la possibile ultima partita da vicepresidente, placa la sud rossonera, che insulta Adriano Galliani. Abate si fa male, è in campo per onor di firma e termina da centravanti. Escono le ultime chances, una palla morbida di Berardi e il sinistro incrociato di Suso, stranamente impreciso. Il Milan torna a 7 punti dal Napoli, il Sassuolo è alla 7^ sconfitta interna, la 3^ di fila, mentre fuori si è aggiudicato le ultime 3.

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