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Zoff compie 75 anni

Dino Zoff ospite della trasmissione di Raitre "Che tempo che fa"
Dall’esordio disastroso nel 1961 in cui non riuscì a parare 5 goal, alla gloria di aver alzato al cielo la Coppa del Mondo nel 1982: passa da qui tutta la parabola di Dino Zoff che oggi compie 75 anni. Dino Zoff è stato un uomo che ha vissuto il ruolo di portiere dandogli una forte impronta umana, nella convinzione che lo sport debba servire “a migliorare l’uomo” come scritto nella sua autobiografia.

Nella vita come nello sport “si impara tutto e niente – ha scritto Zoff – dipende dall’approccio che si ha: dalle batoste o migliori o finisci”. Da qui la diffidenza per gli sbruffoni, e anche per un calcio che oggi e’ diventato troppo fondato sullo spettacolo e sul fare sensazione: “Se uno fa troppi miracoli in una partita c’e’ qualcosa che non quadra: vuol dire che non erano miracoli”, ha affermato, indicando nella semplicita’ il segreto del suo successo, perche’ “ti fa sbagliare meno”. Elegante e misurato, Zoff, alla presentazione del suo libro a Roma il 15 marzo 2015, conquistò il pubblico, che più volte lo applaudì interrompendo il suo racconto. Soprattutto quando con la stessa sobrietà tornò sulle amarezze subite: impossibile non ricordare quando, da allenatore della Nazionale, le sue scelte tattiche furono definite “indegne” da Silvio Berlusconi. “La mia presa di posizione fu un atto rivoluzionario”, raccontò Zoff ricordando le dimissioni che decise di dare subito dopo, “sapevo che mi sarebbe costato tantissimo, ma io do peso alle parole”. E su questo, nessuno puo’ davvero permettersi di dubitare”.

“Un portiere incredibile che ha incarnato perfettamente lo stile Juve. Buon compleanno Dino Zoff”. Con questo messaggio su Twitter, accompagnato da un video di oltre un minuto con un collage di grandi parate, la Juventus invia gli auguri a Dino Zoff per il suo 75esimo compleanno, che cade oggi. L’ex portiere, ritiratosi nell’83 per passare alla carriera di allenatore, giocò con i bianconeri dal ’72 in poi, dopo le esperienze con Udinese, Mantova e Napoli, oltre ad essere una colonna della Nazionale: 112 presenze in azzurro con cui, fra l’altro, vinse gli Europei del ’68 e i Mondiali dell’82. Come ricorda infatti il messaggio, sulla stessa piattaforma, pubblicato dalla Federcalcio (Vivo_Azzurro). Non mancano infine, fra gli altri, gli auguri della Lazio, che Zoff guidò da tecnico a più riprese fra il ’90 e il 2001.

“Sono tanti i ricordi a cui sono legato, ma i Mondiali, gli Europei e la Coppa Uefa del ’76 con la Juventus sono sicuramente i più pesanti”. Lo ha detto Dino Zoff, intervistato da Premium Sport in occasione del suo 75esimo compleanno, festeggiato oggi. “Ai miei tempi – ha poi ricordato ad una domanda su quale attaccante attuale temerebbe di più – i cannonieri finivano il campionato a 17-18 gol, cifra che ora si raggiunge già a metà stagione: quindi, direi che tutti fanno paura, ma oggi fanno più paura anche le difese”. Inevitabili, a seguire, le domande sulle odierne giovani promesse fra i pali e sugli allenatori più stimati. “Mi pare ormai chiaro che Donnarumma possa far bene – ha osservato l’ex n.1 di Juventus e Nazionale – Il suo futuro sembra radioso, ma dipenderà da lui. Meret? Ne parlano bene: ha tutte le qualità per primeggiare, anche se al momento Donnarumma è un po’ avanti. Gli allenatori? Ne apprezzo tanti, specie in Italia, ma l’importante è vincere: se il calcio bello da vedere, poi non porta risultati, non va bene. Quest’anno grandi cose le stanno facendo Allegri e Gasperini. La Juve, in particolare, ha buone possibilità di vincere il sesto campionato”.

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