| categoria: Roma e Lazio

AMA/ Rifiuti, raccolta a rischio. L’azienda di nuovo nei guai?

Non c’è pace per la questione rifiuti a Roma. Quasi nulla funziona a dovere e siamo forse alla vigilia di una nuova emergenza. Alla faccia delle promesse e dei nuovi progetti. Come il nuovo sistema della differenziata, con l’applicazione della tariffa puntuale, al VI Municipio. Tutto fermo mentre sul piano generale, nel resto della città, si arretra addirittura. Sul fronte della raccolta l’Ama sta registrando quotidiane lacune a causa di un problema di manutenzione dei mezzi, che si sta aggravando. Nei sindacati si parla di almeno il 30 per cento di camion e spazzatrici fermi in officine, ma c’è anche chi ipotizza un dato superiore, vicino al 50 per cento. All’assessorato all’Ambiente confermano che la percentuale dei mezzi inutilizzabili è nell’ordine di 3 su 10.
C’è chi dice che sia colpe dei dipendenti, scontenti e troppo solleciti nel fermare i mezzi anche per problemi minori: l’irritazione è notevole sia per l’applicazione del nuovo contratto nazionale che prevede che si lavorino due ore in più alla settimana (anche se spalmate su più giorni), sia per il coinvolgimento di cooperative private nella raccolta dei rifiuti. Ad Ama replicano: attualmente c’è già un appalto in essere diviso in quattro lotti, quindi già i privati, compreso la cooperativa 29 giugno, fanno questo tipo di servizio; non c’è stravolgimento, ma solo l’avvio su due aree test nel primo municipio (tra Corso Vittorio Emanuele II, via dell’Ara Coeli e Lungotevere) e nell’XI (Marconi) della sperimentazione dell’operatore unico. In sintesi: in quel settore del I gli operatori Ama raccolgono sia l’indifferenziato, sia i vari materiali della differenziata, nell’XI lo stesso servizio lo garantisce il privato. In questo modo – temono i sindacati – si crea una competizione implicita che rischia di sfavorire l’azienda pubblica. La Regione ha fatto sapere che il trasporto dei rifiuti all’estero, in Austria, che attualmente rappresenta un importante salvagente, da luglio non potrà proseguire. Senza un piano degli impianti (il progetto per l’eco distretto di Rocca Cencia è stato cancellato dall’amministrazione Raggi), l’Unione europea sanzionerebbe questa operazione perché dimostrerebbe che il Lazio non è autosufficiente nella gestione dei rifiuti e non sta facendo nulla per mettersi in regola. Dall’assessorato all’Ambiente replicano: nei prossimi giorni il nostro piano sarà presentato in giunta, dunque avremo le carte in regola per chiedere la proroga del trasporto dei rifiuti all’estero fino a quando sarà necessario, anche se è un sistema che vogliamo, appena possibile, abbandonare.

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