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Dipendenti pubblici, Roma Ladrona non c’è più. Più virtuosi della Val d’Aosta

Trecento ottantamila romani attaccati alla “mammella dello Stato” che garantisce un minimo di qualità della vita. Ma, a sorpresa, Roma non è più la città degli “statali”. Anzi. Considerata la presenza delle sedi istituzionali e il rapporto con la popolazione residente, i romani “garantiti” sono al settimo posto nella classifica delle regioni, superati ampiamente da quelle a Statu Speciale, dove il travet pubblico è un vero e proprio status.

A rivelare che “Roma Ladrona” e “Roma Cialtrona”, è invece una città quasi virtuosa è una ricerca del Centro Studi Impresa Lavoro che ha “contato” con la ragioneria Generale dello Stato la distribuzione dei 3 milioni e 142 mila dipendenti pubblico. La scoperta è che le aree dove il “lavoro pubblico” è più presente, a fronte di una media italiana del 5,18%, sono le Regioni a Statuto speciale quelle con la maggior concentrazione .

A guidare la classifica è infatti la Valle d’Aosta con 11.519 dipendenti, pari al 9,05% dei residenti (bambini e anziani inclusi), davanti al Trentino Alto Adige (78.344 dipendenti, pari al 7,40% dei residenti), Friuli Venezia Giulia (82.380, pari al 6,75% dei residenti) e Sardegna (109.036 dipendenti, pari al 6,58% dei residenti).
Segue quindi il Lazio, che sconta l’elevato numero di sedi istituzionali presenti a Roma (380.284 dipendenti pari al 6,46% dei residenti). In fondo a questa particolare classifica si collocano invece regioni più popolate ed economicamente più sviluppate come la Lombardia (4,02%) e il Veneto (4,51%). Al di sotto della media nazionale troviamo anche Campania (4,82%), Piemonte (4,86%), Emilia Romagna (5%), Puglia (5%) e Marche (5,17%).

La situazione cambia piuttosto nettamente se si prende in esame il rapporto tra il numero dei dipendenti pubblici e quello degli occupati. Al primo posto troviamo la Calabria, con il 22,03% (più di 1 su 4). Subito dietro si colloca la Valle d’Aosta, con il 21,01% degli occupati che vengono retribuiti con denaro pubblico. In cima a questa classifica compaiono principalmente le regioni del Mezzogiorno, con un’incidenza dell’impiego pubblico di gran lunga superiore alla media nazionale (13,99%): Sicilia (19,95%), Sardegna (19,30%), Molise (18,06%), Campania (17,89%), Basilicata (17,87%) e Puglia (17,42%) seguite a distanza ravvicinata dal Friuli Venezia Giulia (16,62%) che registra uno dei valori più alti di tutto il Centro-Nord. In coda alla classifica troviamo invece Lombardia (9,44%), Veneto (10,80%), Emilia-Romagna (11,59%) e Piemonte (11,90%).

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, in rapporto al numero dei residenti solo la Valle d’Aosta ha una percentuale di dipendenti pubblici (9,05%) superiore a quella di Francia (8,50%) e Regno Unito (7,90%). Mentre la media italiana (5,18%) risulta più bassa di quella di Spagna (6,40%) e Germania (5,70%), con 11 Regioni italiane che vantano un tasso di presenza dei dipendenti pubblici inferiore alla media tedesca. Le cose cambiano, ma solo marginalmente, quando ImpresaLavoro prende in esame il numero di dipendenti pubblici in rapporto al numero degli occupati. In questo caso, solo le percentuali di Calabria e Valle d’Aosta sono superiori a quella della Francia (20%). La percentuale di dipendenti pubblici in Italia (13,99%) è invece inferiore a quella di Regno Unito (17%) e Spagna (16%), superando solamente il dato della Germania (11%).
Il mito di Roma città dei dipendenti pubblici è definitivamente sfatato.

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