| categoria: politica

La Boldrini lascia Vendola e passa al gruppo misto. Finirà con Pisapia?

Laura Boldrini lascia Sinistra Italiana e le sue divisioni, approda al gruppo Misto scegliendo di essere «terza». Era nell’aria da tempo ma ieri la presidente della Camera ha ufficializzato una decisione che certamente la pone in una posizione fluida. Si tratta di una mossa tattica che gli permette di osservare con grande attenzione tutto ciò che si muove a sinistra. La terza carica dello Stato si emancipa dal partito che l’ha portata in Parlamento e subito dopo alla guida di Montecitorio. Allora si chiamava Sel e in sella c’era ancora un Nichi Vendola. Era il 2013 e tanta acqua è passata sotto i ponti della sinistra, tanto che oggi la diga si è rotta e c’è da ricostruire. Proprio a questo caotico cantiere guarda Laura Boldrini che con la scelta del gruppo Misto si tiene le mani libere e può ragionare sui tempi lunghi. Da settimane tra Transatlantico e «buvette» si ragiona sugli «outsider» per la leadership di una sinistra del futuro prossimo. La presidente della Camera guarda con interesse al tentativo di Giuliano Pisapia con cui c’è sintonia.

Pur avendo partecipato la scorsa settimana all’assemblea di Sinistra Italiana, superamento di Sinistra ecologia e libertà, tutti parlano di un suo avvicinamento a «Campo progressista», la nuova formazione dell’ex sindaco di Milano. Ma è ancora presto e la Boldrini si limita a sottolineare come sia a suo avviso «doveroso fare il possibile per facilitare il dialogo delle tante anime della sinistra». «E’ positivo che ci sia un dibattito, l’importante è – ha detto nei giorni scorsi – che poi si arrivi a una sintesi, che al dunque le forze progressiste sappiano unirsi, mettendo da parte i protagonismi»
È ancora presto per fughe in avanti, anche perché il Campo di Pisapia deve ancora prendere forma in via ufficiale: la data da segnare con il cerchio rosso, in questo senso, è quella dell’11 marzo, quando l’ex sindaco lancerà il suo nuovo movimento a Roma.

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