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Ultras Atalanta e spacciatori, raffica di arresti. Anche il figlio del Procuratore Capo

Calcio: serie A; Atalanta - Genoa
Cento poliziotti in azione all’alba a Bergamo. Filmato il consumo di cocaina vicino allo stadio, prima delle partite e degli scontri, compresi quelli contro l’Inter. Spedizioni punitive per recuperare crediti sugli stupefacenti. Obbligo di firma al figlio del procuratore capo di Brescia

Rapine, tentativi di estorsione, una spedizione punitiva per il recupero crediti. Ma anche spaccio e consumo di cocaina a fiumi prima delle partite o degli scontri, il tutto ripreso dalle microtelecamere piazzate dagli investigatori. C’è anche questo, e non solo tifo organizzato, nel mondo degli ultrà dell’Atalanta, secondo un’ampia inchiesta della procura e della squadra mobile di Bergamo, con il supporto del Servizio centrale operativo della polizia di Stato. Un centinaio di poliziotti hanno eseguito, nella città e nella provincia della squadra rivelazione del campionato, le misure cautelari firmate dal giudice delle indagini preliminari: 11 persone sono destinate al carcere, 7 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 5 di presentazione alla polizia giudiziaria. È stata avviata inoltre la procedura per 30 daspo e sospesa la licenza, dai 15 giorni ai 4 mesi, a dieci locali.

Tra gli indagati destinati all’obbligo di firma c’è anche Francesco Buonanno, figlio di Tommaso Buonanno, procuratore capo di Brescia. Tra chi invece è finito in cella, un paio di ultrà atalantini già noti per più vicende legate alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti. La modalità di azione, con il consumo di droga nei pressi dello stadio seguito dalle violenze, è stato accertato anche prima degli scontri avvenuti, nel gennaio 2016, in centro a Bergamo, contro i tifosi dell’Inter. L’operazione, chiamata «Mai una gioia», prende il nome dallo slang e dal linguaggio in codice tipico usato dagli arrestati, i quali erano soliti ripetere come un mantra la frase, riportata anche in uno striscione in Curva nord.

In centinaia di ore di intercettazione e in alcuni filmati realizzati con telecamere nascoste, viene documentato un fiume di droga, oltre che di denaro, con estorsioni nei confronti dei «clienti» che non pagavano le dosi e una rapina violenta ai danni di un corriere della droga: «Ci hanno presi a sprangate», si sfoga al telefono. Le immagini dei video sono choccanti: decine di ragazzi vengono ripresi sniffare cocaina nelle toilette di alcuni bar nella zona dello stadio.

Gli esiti dell’inchiesta hanno convinto il questore a sospendere l’attività di dieci locali in città. Le prime indagini erano iniziate, infatti, con accertamenti in alcuni bar del quartiere di Borgo Santa Caterina.

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