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RIFORME/ Stretta sulle intercettazioni e pene più severe per furti e rapine

Ecco le principali novità della riforma del processo penale approvata dal Senato e che passa ora alla Camera per il varo definitivo.

PENE Il disegno di legge prevede l’innalzamento delle pene edittali e di quelle detentive per i reati di furto in abitazione, rapina e scippo. Ma anche per lo scambio elettorale politico-mafioso. Per i topi di appartamento e gli scippatori il minimo edittale passerà da uno a tre anni. I rapinatori adesso rischieranno un minimo di quattro anni (prima era soltanto uno). Dopo gli interventi di tre anni fa sulla definizione del reato di voto di scambio, adesso si interviene sulle pene che passeranno da sei a dodici anni.

PRESCRIZIONE Diciotto mesi di sospensione della prescrizione del reato per ogni singolo grado di giudizio: tra la sentenza emessa dal tribunale e quella della Corte d’appello, e poi tra quest’ultima e quella della Cassazione. È questa la novità che il governo vuole introdurre nel codice di procedura penale. Si tratta di un calcolo che punta a favorire anche la ragionevole durata dei processi. I termini ricominceranno però a decorrere nel caso di sentenze riformate o annullate.

INTERCETTAZIONI La delega al governo in materia di intercettazioni punta a riformare la norma per garantire la riservatezza degli indagati o delle persone coinvolte in un’inchiesta. In primo luogo, i pubblici ministeri, nelle richieste di misure cautelari, dovranno selezionare il materiale da inviare ai gip, escludendo tutte le conversazioni che contengano dati sensibili e non siano utili al procedimento. Dovranno essere escluse anche quelle delle persone occasionalmente coinvolte. Inoltre, i famosi trojan (il virus che consente attraverso cellulari e computer di captare i dialoghi) potranno essere utilizzati solo per reati di mafia e terrorismo.

CARCERI La delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario prevede interventi sull’accesso ai benefici da parte dei detenuti, e un incremento delle opportunità di lavoro retribuito, specialmente all’interno delle carceri. Viene considerato inoltre il potenziamento dell’assistenza psichiatrica. Dovranno anche essere previste norme per l’integrazione dei detenuti stranieri, con modifiche sulla libertà di culto nelle carceri e sui diritti connessi. In programma nuove misure per la tutelare le donne e madri costrette nei penitenziari.

PM Cresce il potere dei procuratori capo. Le nuove disposizioni attribuiscono infatti ai procuratori della Repubblica «il potere-dovere» di assicurare l’osservanza delle disposizioni relative alle iscrizioni delle notizie di reato. Si accorciano invece i tempi previsti per le indagini preliminari: il termine (di sei mesi, prorogabili) viene fissato in tre mesi, ed è prorogabile per altri tre. Quindici mesi è invece la durata d’indagine per i reati di mafia.

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