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Cinque Stelle perdono i pezzi a Genova. Esplode la rabbia del web

L’esclusa Marika Cassimatis: effetto domino. Lasciano 3 consiglieri municipali. Il giorno dopo il «caso Genova» grillini ortodossi, critici e fuoriusciti tutti hanno affilato i coltelli o — più concretamente — hanno usato senza sosta la tastiera. Sul web e sui cellulari, su Facebook e via Twitter con gli hashtag si è riversato il mal di pancia della base sconcertata dalla decisione di Beppe Grillo di cancellare la candidatura di Marika Cassimatis (vincitrice delle Comunarie) a sindaco di Genova per sostituirla con il secondo arrivato, il «preferito» Luca Pirondini. Sugli stessi social si indignano contro i dubbiosi e i «traditori» quelli che hanno aderito con entusiasmo all’appello di Grillo: fidatevi di me. «Per un pentastellato la frase “non mi fido di Beppe” è un ossimoro, una contraddizione in termini», ha scritto su Fb la portavoce dei grillini in Senato Elena Fattori e la ligure Alice Salvatore ha condiviso. Ma il «caso Genova» non può finire così. Cassimatis ha lanciato l’hashtag #effettodomino perché, spiega «quanto è successo ha scatenato un effetto domino tra gli iscritti al Movimento, in tanti si sono dimessi e il Meet Up di Sturla (un quartiere di Genova, ndr) si è sciolto lanciando un “arrabbiatissimo addio”. Questo avrà pure un significato». A dimettersi sono stati tre consiglieri di un municipio cittadino ma fra gli iscritti di base si contano altri sparsi abbandoni. Dal web alla strada il tam tam degli scontenti manda anche segnali sulla volontà di organizzare una manifestazione di protesta, fra il corteo e il sit-in, che potrebbe avere per obiettivo nei prossimi giorni la casa di Grillo sulla collina di Sant’Ilario. A esasperare gli animi c’è anche il segreto sui «documenti» che hanno convinto il leader a intervenire a gamba tesa a Comunarie già concluse escludendo la professoressa ma di cui Grillo non ha indicato né il contenuto né l’origine: «Ho chiesto di vederli — ripete Cassimatis — ma non ho avuto risposte». I documenti sarebbero degli screenshot (foto di messaggi su cellulari o computer) con critiche al limite dell’insulto al leader dei 5 Stelle e soprattutto alla consigliera regionale Alice Salvatore, riconducibili però ai sostenitori di Cassimatis e non direttamente a lei. Ma chi ha fotografato i messaggi e li ha conservati? Con quale scopo? Si tratterebbe — mormorano i ribelli del Movimento — di qualcosa di molto simile a un’attività di dossieraggio. E Cassimatis accusa: «Lanciare il sasso e ritirare la mano in questi frangenti equivale a una diffamazione pretestuosa». L’esclusa nega per ora di volersi unire a Effetto Genova, proetto lanciato da Paolo Putti, ex capogruppo M5S in Comune, sulla scia di Effetto Parma di Pizzarotti. Alcuni di questi fuoriusciti saranno oggi a Roma alla costituente di Alternativa Libera, guidata da Massimo Artini.

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