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IN RICORDO DI LUIGI AMADIO/ Niente retorica. Ci ha lasciato un uomo buono e giusto, andiamo avanti nel suo nome

luigi-AmadioLuigi Amadio, direttore generale della Fondazione S.Lucia Irccs di Roma, è venuto a mancare improvvisamente domenica scorsa. Domani, 20 marzo, alle 11, verrà ricordato nella sala dei congressi della Fondazione, in via Ardeatina 354

Giovanni Tagliapietra

Niente retorica, niente enfasi, niente commemorazioni, a Luigi Amadio non sarebbero piaciute. Ho pensato di realizzare queste pagine, stravolgendo la nostra normale programmazione per rendere omaggio, per ricordare un uomo buono e giusto, un uomo retto, in una dimensione etica e politica che di questi tempi amari sembra dimenticata. Questo giornale era, è e sarà anche suo. Una creatura che abbiamo visto realizzarsi e crescere insieme e per la quale Luigi Amadio aveva un affetto particolare. Da queste pagine, soprattutto per quanto riguarda la sfera sanitaria, sono venuti contributi, idee, suggerimenti, critiche rispettose. Non ha mai voluto intervenire in prima persona, in questo fascicolo lo rendiamo finalmente protagonista. . Avrei potuto affidare ai posteri un ricordo personale affettuoso, struggente. Ma il personale deve restare, dentro. Ho preferito chiedere ad alcune delle persone che hanno accompagnato più da vicino la sua attività, dietro le quinte e fuori dalla ufficialità, un ricordo, una testimonianza. Ne viene fuori un quadro per certi versi stupefacente, estremamente veritiero ma del tutto inedito per chi lo conosceva solo superficialmente. E riteniamo sia un atto dovuto far conoscere a tutti chi sia veramente stato Luigi Amadio. Un concreto sognatore, un profondo innovatore. Ero con lui, al S. Lucia, nel secolo scorso, quando l’incredibile edificio che ha voluto realizzare, l’ospedale modello, non c’era ancora. C’erano prati, alberi, un senso di pace, di umanità che colpiva e prendeva alla gola. E’ cambiato molto, da allora, ma non lo spirito, la determinazione. Molti degli uomini, delle donne, collaboratori a diversi livelli, fedelissimi oltre ogni immaginazione sono ancora all’interno della struttura, sono cresciuti ed invecchiati ma rappresentano l’ossatura della Fondazione S.Lucia, danno il senso della continuità, la rendono forte e nella loro compatta coesione rappresentano e assicurano il futuro dell’Istituto di via Ardeatina. Un meccanismo quasi perfetto che agenti esterni negli anni hanno ripetutamente cercato di minare, di inquinare. Luigi Amadio è riuscito a difendere la sua creatura spendendosi oltre misura, con tenacia, passione, sofferenza. Una sofferenza lo ha minato nel fisico che alla fine ha avuto il sopravvento. Ma che non gli ha tolto fino all’ultimo la voglia di sognare, di programmare, di mettere a disposizione di tutti quella sua innata capacità di vedere oltre, di vedere più lontano degli altri. Se negli anni lontani aveva visto prima di chiunque altro le possibilità di sviluppo dello sport disabili, aveva intuito le potenzialità della disciplina sportiva nella riabilitazione, aveva spinto al massimo – per la sua parte di competenza – l’acceleratore sulla ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze, ora stava cercando di stabilizzare la Fondazione dal punto di vista finanziario e organizzativo, aggiornandone le attività, gli indirizzi, le strategie. Ma era già oltre, alla ricerca di nuove frontiere di conoscenza, di nuove sfide – anche editoriali – che dessero un senso compiuto agli appassionati sforzi di questi anni. Il problema di fondo, oggi, è quello di andare avanti per lui. Non resta che rimboccarsi le maniche.

CHI ERA/ Una vita spesa inseguendo un sogno

Luigi Amadio, Direttore Generale della Fondazione Santa Lucia Irccs, è venuto a mancare domenica 12 marzo , a seguito di una crisi cardio-circolatoria che lo ha colpito a casa, in uno dei rari momenti di relax.. Nato il 4 giugno 1947 a Roma si era laureato in Economia nel 1970, assumendo nel 1973 la carica, che non avrebbe piu lasciato, di Direttore Generale. L’allora giovanissima “Clinica Santa Lucia”, nata nel 1960 con il nome di “Centro Residenziale Oasi” per offrire assistenza ai neuromotulesi della Seconda Guerra Mondiale, avrebbe conosciuto negli anni successivi sotto la guida di Luigi Amadio un grande sviluppo che ha fatto della Fondazione Santa Lucia Irccs un punto di riferimento
nazionale e internazionale nel settore della neuroriabilitazione , il primo Istituto di Ricovero e Cura in Italia per valore e peso della ricerca nel settore delle neuroscienze. Oggi l’ospedale della Fondazione ha attivi oltre 300 posti letto in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale per percorsi di neuroriabilitazione ad alta specializzazione. Accanto all’attivita ospedaliera Il S.Lucia cura ogni
anno 300 bambini con gravi cerebrolesioni, accompagnando i giovani pazienti e le loro famiglie attraverso programmi di cura che possono
protrarsi fino all’eta adulta. Tra i più importanti obiettivi raggiunti dalla Fondazione sotto la guida di Luigi Amadio e l’inaugurazione
nel 2002 del nuovo Ospedale, realizzato secondo i piu alti standard previsti dalla normativa per le strutture di riabilitazione ad alta
specializzazione. Dal 1992 la Fondazione Santa Lucia e anche Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Il riconoscimento ottenuto
dal Ministero della Salute ha coronato il forte impulso dato da Amadio all’attivita di ricerca a partire dagli anni Settanta. Oggi la
Fondazione dispone di 60 laboratori presso il campus di via Ardeatina a Roma e il vicino Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (CERC).
Convinto fautore della collaborazione tra settore pubblico e privato, il direttore generale e stato l’artefice della realizzazione presso il
CERC di un rapporto di collaborazione costante tra Fondazione Santa Lucia Irccs, Fondazione Ebri-Rita Levi Montalcini e Cnr nello sviluppo di programmi di ricerca nel settore delle neuroscienze. Nel 2004 Luigi Amadio aveva ricevuto il riconoscimento di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
Attento a sostenere il reinserimento sociale dei pazienti della Fondazione e di tutte le persone disabili, come prosecuzione e completamento
dell’attivita medica di riabilitazione, Amadio ha contribuito in modo decisivo anche allo sviluppo degli sport paralimpici in Italia. E’
stato negli anni Settanta tra i padri fondatori dell’ANSPI, l’Associazione Nazionale Sport Paraplegici (ora FISD) e dal 1973 fino all’anno
scorso e stato Presidente del Santa Lucia Sport. Numerosi gli atleti paralimpici passati per la palestra della Fondazione. Di particolare
successo a livello nazionale e internazionale le formazioni del nuoto e del basket in carrozzina. Quest’ultima ancora oggi la formazione
piu blasonata d’Italia e quarta formazione nel ranking del basket europeo in carrozzina dell’International Weelchair Basketball Federation,
di cui Amadio e stato Segretario Tesoriere per l’Europa dal 1991 al 1999. Nel 2016, con un gesto di grande generosita, ha ceduto gratuitamente
le quote del Santa Lucia Basket ai suoi giocatori.

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