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Grillo a Roma, M5s fa quadrato. Ma Cassimatis non molla

Gli attacchi, spigolosi e ripetuti, del Pd nei confronti del blog e dei suoi «misteri» e la tempesta scoppiata sulle Comunarie a Genova fanno da cornice all’arrivo nel pomeriggio di Beppe Grillo a Roma. Probabile che il leader M5S domani vada ad una conferenza alla Camera organizzata su uno dei temi ‘cloù pentastellati, l’acqua pubblica. Di certo, invece, l’ex comico è chiamato nella Capitale anche a far quadrato con i suoi parlamentari, perlomeno perplessi sul blitz con cui Grillo ha ‘fatto fuorì Marika Cassimatis, candidata sindaco a Genova. Anche perché in Liguria non si placa la protesta per la scelta di Grillo e per quel «fidatevi di me» che non convince. I dubbi sulla permanenza nel Movimento, si fa notare in ambienti liguri, attanagliano altri due consiglieri regionali mentre chi è già uscito, come Francesco Battistini, non lesina attacchi: «dalla convention di Palermo nel M5S c’è stata una deriva autoritaria, oggi ci sono cerchi magici in ogni Regione», spiega Battistini alla platea degli ex grillini di Alternativa Libera che con una costituente lancia una rete che potrebbe includere anche i pizzarottiani di Effetto Parma e Effetto Genova. «Sarà un effetto domino», sottolinea Battistini secondo il quale, inoltre, facendo votare a tutti gli iscritti e non solo ai residenti genovani la lista di Luca Pirondini Grillo ha «violato lo Statuto». E il rischio che anche a Genova si vada alla battaglia legale è altissimo. Come altissima è la probabilità che Cassimatis si candidi comunque sindaco. «Da oggi annullo le interviste, risponderò a tutti in una conferenza pubblica», annuncia Cassimatis per la candidatura della quale si parla anche di contatti con Possibile. «Di certo dire che Cassimatis è una dissidente è falso», spiega ancora Battistini, applauditissimo alla Costituente di Al dove, tra l’altro compare anche la senatrice ex M5S Maria Mussini. I ‘big’ pentastellati, nel frattempo, assicurano pieno sostegno a Grillo negando qualsiasi dissenso interno. «Beppe è il garante, se ha preso questa decisione mi fido», sottolinea Alessandro Di Battista da Torino. Mentre da Napoli Luigi Di Maio ribadisce la ‘ratiò di una simili scelta dando un avvertimento anche in vista delle politiche: «La verità è che siamo la prima forza politica del Paese e adesso stanno provando a salire sul carro del vincitore molte persone. È meglio fermarle prima che trovarcele dopo al Gruppo Misto», spiega Di Maio confermando come, su Cassimatis, siano «arrivate diverse segnalazioni». Il Movimento, intanto, reagisce agli attacchi del Pd sul blog. Con un post rilancia recenti affermazioni di Salvatore Buzzi (che parla di «mazzette e assunzioni su segnalazione» in accordo ad esponenti Pd) e attacca: «Bonifazi, impegnato a capire come funziona M5S, sulle parole di Buzzi non ha nulla da dire. »Quello che faceva ridere eri tu, un tempo, Beppe. I nostri esposti invece non fanno ridere, scommetti?«, replica il tesoriere Pd. »La violenza provo a scongiurarla anche perché sono molto preoccupato del fatto che troppe persone in Parlamento violino le leggi, come è accaduto per la Severino«, incalza Di Maio.

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