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Londra, attacco al Parlamento: cinque morti e quaranta feriti

_tn_1_0_3217393930_Ek27wg8bEeedJ9_WTniuwA_Londra_attentato_westminster_afp_5Cinque morti e 40 feriti. In tarda serata la polizia di Londra, diffonde il bilancio riveduto e ancora provvisorio, con un morto e venti feriti in più, di un pomeriggio di sangue nel cuore di Londra mentre il Big Ben rintocca le diciotto. Dopo aver colpito in tutta Europa, il terrore non ha risparmiato la capitale britannica: oggi un uomo sui 40 anni – era circolato il nome di Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, imam di Clapton e considerato un «predicatore d’odio», noto all’intelligence del Regno sin dal 2006, ma l’identità è stata smentita – si è lanciato a tutta velocità con un Suv lungo il Westminster Bridge, travolgendo molte persone, per poi finire la sua corsa proprio davanti ad uno degli ingressi del Parlamento. È uscito dal veicolo e, armato di coltello, ha colpito a morte un agente di polizia per cadere lui stesso sotto il fuoco di reazione dei poliziotti. Urla e panico tutto intorno, mentre scattava l’allarme rosso di Scotland Yard e venivano chiusi gli ingressi del palazzo della politica, e poco dopo i cancelli di Buckingham Palace con la regina al suo interno, la vicina metropolitana e perfino il London Eye, la ruota panoramica dall’altra parte del Tamigi, con la gente rimasta per quasi un’ora bloccata dentro le cabine. Decine le ambulanze accorse sul posto, mentre dal cielo le eliambulanze atterravano nel prato davanti a Westminster in una scena da prima linea. Non c’è stato nulla da fare per una donna e due altre persone investite nella folle corsa della 4×4 che ha causato anche diversi feriti, fra cui tre agenti di polizia e altrettanti studenti francesi. Anche una giovane bolognese, L.P., 28 anni, che vive a Londra da 6 anni, è rimasta lievemente ferita. Medicate le escoriazioni in ospedale, è stata subito dimessa. Fin da subito si è pensato ad un attacco terroristico e la conferma è arrivata rapidamente, da Scotland Yard, che aveva già attivato le misure per mettere in sicurezza la premier Theresa May all’interno del Parlamento, proprio nel giorno del Question Time. «Le sue guardie del corpo l’hanno portata via in pochi minuti», ha raccontato il deputato conservatore Andrew Bridgen. Messo in salvo il capo di governo è stato ordinato il ‘lockdown’ per Westminster, nessuno poteva entrare e uscire, con i deputati e i Lord che hanno atteso con pazienza che rientrasse l’allerta. Fuori, intanto, i soccorsi andavano avanti. «Ho visto ferite terribili, catastrofiche», ha raccontato un giovane medico del St. Thomas Hospital, il più vicino al luogo dell’attacco. Grande coraggio è stato mostrato dal deputato Tobias Ellwood, ex capitano dei commandos, che ha tentato, senza però riuscirci, di tenere in vita l’agente ferito a morte all’ingresso del Parlamento. Mentre ha avuto più fortuna una donna che lanciatasi nel Tamigi dal Westminster Bridge è stata recuperata dai soccorsi. Nelle prime ore convulse si era parlato di due assalitori ma la Met Police ha poi escluso la presenza di un complice, affermando che un solo uomo sarebbe dietro l’azione terroristica. Torna quindi a colpire un ‘lone wolf’, un lupo solitario, come già accaduto di recente al mercato di Natale a Berlino. E ancora una volta le ‘armì utilizzate sono di uso comune, un coltello da cucina, fotografato mentre il sospetto veniva soccorso dopo essere stato colpito dalla polizia, e un veicolo lanciato ad alta velocità. E molti ricordano il precedente di Michael Olumide Adebolajo e Michael Oluwatobi Adebowale, i due terroristi britannici di origini nigeriane che nel 2013 nel sud di Londra uccisero il soldato di Sua Maestà Lee Rigby con una mannaia, dopo averlo investito. La Gran Bretagna ha cercato fin da subito di reagire al nuovo attacco nella ormai sua lunga storia di lotta al terrore. La premier May ha riunito il comitato di emergenza Cobra, sebbene l’allerta terrorismo per il momento resti al livello «grave», secondo solo a quello «critico». Il governo, tramite il ministro degli Interni Amber Rudd, ha espresso cordoglio per le vittime, ringraziato le forze dell’ordine e i soccorsi per il loro rapido intervento e ricordato l’impegno per mantenere la sicurezza del Paese. E già domani il Parlamento si prepara a tornare al ‘business as usual’, annunciando su Twitter che Comuni e Lord si riuniranno nei «consueti orari». Intanto arriva la solidarietà dagli altri altri Parlamenti del Regno Unito, primo fra tutti quello di Edimburgo, che ha sospeso la seduta proprio nel giorno in cui si doveva votare per la richiesta di un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia in risposta alla Brexit. E dai leader occidentali, fra cui il presidente americano Donald Trump, che ha telefonato alla May, la cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo cui «il terrorismo riguarda tutti», e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha ribadito la vicinanza dell’Italia alla Gran Bretagna. Intanto Londra, ferita ancora una volta, cerca di riprendersi. (

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