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Papa a Milano: la visita inizia dalle case popolari

Italy PopeNiente tappeti rossi all’arrivo, nessuna cerimonia pomposa, la richiesta di rendere meno blindata possibile la visita. Per espresso desiderio di Papa Francesco la visita a Milano, sin dall’atterraggio a Linate del velivolo dell’aeronautica, è improntata all’essenziale. Niente fronzoli. Prima tappa, le Case Bianche, una zona periferica piuttosto problematica dal punto di vista sociale. In questi palazzoni vi abitano famiglie disperate, stranieri, disoccupati, emarginati. Quello di Francesco si trasformerà in una specie di viaggio a ritroso, simbolico e capace di trasmettere messaggi potenti.

Il Papa parte con le periferie per poi raggiungere il centro, il nucleo civile e religioso. La seconda tappa della giornata è il duomo di Milano e subito dopo il carcere di San Vittore, dove pranza con i detenuti di uno dei bracci del penitenziario. Una lunga tavolata dove troveranno spazio almeno un centinaio di carcerati. Nei giorni scorsi, tramite la curia di Milano, hanno chiesto al Papa cosa volesse da mangiare. Lapidaria la risposta ottenuta per il tramite del cappellano: “lo stesso cibo che in mensa mangiate voi”. Pare che nella tabella settimanale, cosse già previsto risotto e cotoletta alla milanese. In più serviranno un dolce, panna cotta. Anche in questo caso il Papa si è raccomandato di potere avvicinare e parlare con tutti. Non ci saranno selezioni. Nell’ufficio del cappellano, don Marco, dovrebbe riposare una mezzoretta, il tempo di sistemarsi, per poi riprendere la tabella di marcia. La messa al parco di Monza, lo Stadio di San Siro dove ad aspettarlo ci saranno i ragazzi della cresima.

Una festa. Le campane di tutta la diocesi suoneranno a distesa, pari a 1107 parrocchie. In serbo ci sarà qualche bella sorpresa, come la consegna dei 55 alloggi ristrutturati che la Caritas ambrosiana ha preparato nel quartiere Niguarda. Un progetto sostenuto con i fondi dell’8 per mille, voluto dal cardinale Scola, segno duraturo della misericordia e del giubileo appena concluso. Quattro famiglie entreranno in questi appartamenti tra la fine di marzo e i primi di aprile.Le altre nei prossimi tre mesi. Le case fanno parte di un lotto di 55 alloggi sfitti, stralciati dall’elenco Erp (Edilizia residenziale pubblica) e assegnati con bando pubblico dal Comune di Milano alla Fondazione San Carlo. L’intervento è stato possibile grazie alla Diocesi di Milano. Attraverso un avviso pubblico, hanno risposto 800 famiglie. Poi la Caritas ha selezionato i beneficiari che rispettavano i seguenti requisiti: essere cittadini italiani o europei o se stranieri avere un permesso di soggiorno da almeno due anni, avere un reddito non superiore a 26mila euro, avere residenza o un’attività lavorativa nel comune di Milano da almeno un anno e non possedere altro alloggio adeguato sul territorio regionale.

Tutta la visita è imbastita da simboli orientati verso gli ultimi. I disabili, per esempio, provenienti dal Cottolengo di Don Orione, saranno presenti alle cerimonie. Unico cruccio del cardinale Scola: «Speriamo che non piova”. Il meteo ha messo brutto, ma questo non ha scoraggiato i pellegrini. Nell’area da 400mila metri quadrati della messa sono attesi 700mila fedeli. 

Devo dire che ho visto anche una notevole mobilitazione nel 
mondo dei non praticanti – ha spiegato il cardinale – e anche nel mondo dei cosiddetti ’non 
credenti’, di chi crede di non sapere o di non poter credere».

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