| categoria: Roma e Lazio

NON FINISCE PIU’/ Irregolari le firme per candidare la Raggi?

«A Roma c’è un altro caso Palermo?». Lo domanda Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in assemblea capitolina, dopo aver eseguito un accesso agli atti «sulle firme per la presentazione della candidatura del Movimento 5 Stelle e di Virginia Raggi a sindaco di Roma». Onorato ha parlato della vicenda in un servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione “Le Iene”, su Italia 1, dove è stato intervistato da Filippo Roma.

«Il M5S ha depositato il modulo di raccolta delle firme con data 20 aprile, quando loro dichiarano di aver raccolto 1.352 firme – sostiene il capogruppo della Lista – Ma basta andare sulla pagina della Raggi, della Lombardi o di altri esponenti del Movimento, per vedere che dicono di aver raccolto le firme il 23 aprile».

Per questo Onorato, a dicembre, ha fatto un accesso agli atti. Secondo i responsabili della lista pentastellata si tratterebbe di «un atto progressivo, aperto il 20». Il consigliere comunale di opposizione ritiene però che «all’ufficio elettorale avrebbero dovuto rifiutare la lista, ma non lo hanno fatto».

«Se ho letto della presunta irregolarità delle firme per la mia candidatura? Sì lo abbiamo letto, sono venuti anche in montagna. Abbiamo sempre risposto tramite i delegati di lista, che sono peraltro due avvocati, mi hanno rassicurato. Comunque effettueremo anche ulteriori accertamenti e verifiche ma da quello che mi viene rappresentato dai miei stessi delegati non c’è alcuna irregolarità», è la replica della sindaca che su twitter rilancia il messaggio dell’M5S romano: «Tutte le firme raccolte per la presentazione della lista sono autentiche e autenticate. Mettetevi l’animo in pace».

Su Facebook la nota integrale: «Il servizio de Le Iene riferisce di una presunta irregolarità formale su un atto (chiamato atto principale) redatto dai delegati di lista, ma è bene chiarire subito che non sono le firme a essere irregolari. Ma anche ipotizzando che ci sia un errore formale questo non inficia la regolarità e la legittimità della lista. A tal proposito il TAR del Friuli Venezia Giulia 28 giugno n. 450/2006 ha avuto modo di rimarcare che “è del tutto inconferente, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali, che l’autenticazione delle firme dell’atto principale sia antecedente a quella delle firme contenute negli atti separati”.” e che “Questa discrasia, però, non è sanzionata dalla legge: e non potrebbe essere altrimenti, dato che non impinge su nessun principio in materia di operazioni elettorali”. Mettetevi l’animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani». noin

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