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L’INTERVENTO/ “Orfana”della Provincia Sabaudia rischia il collasso

Latina ha dimenticato la città delle dune, solo pochi spiccioli, funzione di sussidiarietà ridotta allo zero. E il commissariamento del Comune ha tagliato fuori il borgo pontino dalle logiche amministrative e di potere del consiglo provinciale. Come rimediare?

Di Franco Brugnola

Sabaudia (Lt) - Sede del Municipio

Sabaudia (Lt) – Sede del Municipio

Il Ministro dell’Interno ancora non ha fissato la data delle elezioni amministrative ma già si sa che chi vincerà le elezioni a Sabaudia si troverà davanti a seri problemi di bilancio e di gestione di alcuni servizi. I trasferimenti dallo Stato si sono progressivamente ridotti a seguito del federalismo fiscale, quelli della regione si sono ridotti anch’essi, ma le difficoltà maggiori provengono dalla provincia in quanto il Parlamento su proposta del Governo con il comma 418 della legge 190/2014 ha stabilito che le province concorrano al contenimento della spesa pubblica attraverso una riduzione crescente della spesa corrente a partire dall’anno 2015 fino ad arrivare complessivamente a 3 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2017 e che, in considerazione di queste riduzioni di spesa, ciascuna provincia versi ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato un ammontare di risorse pari ai predetti risparmi di spesa. Si tratta di tagli insostenibili in istituzioni dove il costo della politica è oggi pari a zero e dove la metà del personale è stata trasferita, il taglio ha inciso direttamente sulle risorse a disposizione per i servizi essenziali dei cittadini. Sono almeno due anni ormai che la manutenzione su scuole e strade è ridotta all’osso e ci sono reali situazioni di rischio per i cittadini anche nella nostra provincia.
L’art. 118 della Costituzione stabilisce che «Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza»; purtroppo, nonostante il referendum Costituzionale del 4 dicembre abbia bocciato la cancellazione delle province, a distanza di oltre tre mesi e nonostante le vive sollecitazioni dell’ANCI e dell’UPI ancora non è stato fatto nulla dal Governo per restituire i finanziamenti tolti, facendo venir meno, di fatto, anche il principio della sussidiarietà. L’amministrazione provinciale di Latina, oltre ad assicurare i servizi di propria competenza ogni anno contribuiva al miglioramento della raccolta dei rifiuti solidi urbani, ma anche per sostenere i servizi sociali.
Quest’anno nel bilancio del Comune ci sono solo pochi spiccioli come contributo della Provincia.
Per colmo di ironia, in base al nuovo sistema elettorale di secondo grado delle amministrazioni provinciali, poiché il Comune di Sabaudia è Commissariato i suoi rappresentanti non hanno potuto neanche votare per l’elezione del Consiglio provinciale e tantomeno essere eletti, per cui la città è stata tagliata fuori completamente.
Nel frattempo in Consiglio regionale la proposta di legge n. 317 recante la disciplina e il conferimento di funzioni e compiti amministrativi ai Comuni, a Roma Capitale e alla città metropolitana di Roma Capitale e per il riordino delle forme associative tra gli enti locali e il superamento delle comunità montane è ferma dal mese di novembre 2016.
Chi sarà eletto in Comune oltre ad affrontare i problemi interni dovuti alle difficoltà finanziarie e alla progressiva scarsità di personale, farà bene ad intervenire a tutti i livelli per contribuire a ridare valore alla funzione della provincia quale ente di area vasta così come definito ora dalla legge 56/2014 facendo in modo che, oltre alla restituzione delle risorse sottratte, gli vengano attribuiti compiti di supporto nei confronti dei Comuni come la gestione dei servizi pubblici locali (con particolare riguardo a quelli ad alto contenuto tecnologico come i rifiuti, oggi parcellizzati tra venti imprese per 33 comuni come evidenziato dalla Commissione speciale d’inchiesta del Parlamento), assumendo le funzioni anche dell’ATO, dei Consorzi di bonifica ecc., ma anche quella di Centrale Unica di Committenza per quanto riguarda gli acquisiti di forniture di beni e servizi, oggi frammentata in tante CUC con scarsa efficienza. Nel contempo la provincia dovrà conservare le funzioni in materia di strade e di edilizia scolastica. Solo così e tornando all’elezione diretta dei suoi rappresentanti (eventualmente a titolo gratuito) sarà possibile che la Provincia di Latina torni a svolgere la funzione di sussidiarietà per il nostro Comune prevista dalla Costituzione.

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