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Millennials, via da casa dopo i 30 anni e non per sposarsi come i loro padri

Ricerca Doxa, ragazze più indipendenti. Incertezza porta a emanciparsi tardi

L’incertezza del futuro porta i Millennials a emanciparsi più tardi rispetto alle precedenti generazioni. Meno della metà dei nati tra gli anni 80 e il 2000 ha lasciato il tetto familiare; nello specifico il 44% degli under 35 è uscito di casa nel 2016, mentre il 26% di chi è ancora con mamma e papà prevede di farlo nel 2017.

È il risultato del sondaggio “i Millennials via da casa” condotto da Doxa per idealista su un campione rappresentativo di 1.000 italiani. La ricerca si è focalizzata successivamente su un campione di 300 madri e figli, per capire gli aspetti pratici ed emotivi connessi all’uscita di casa, da entrambi i punti di vista.

Si va via da casa tardi, oltre i 30 anni (57% del campione oggetto di analisi).
In un quadro generalmente asfittico per le giovani generazioni, si coglie un elemento di dinamismo nella popolazione femminile, con le ragazze più determinate a conquistare il proprio spazio rispetto ai ragazzi; il 51% di esse dichiara di essere uscita di casa rispetto a un 38% della popolazione maschile.

Il matrimonio costituisce sempre meno motivo esclusivo di uscita dal “nido”, perchè le priorità diventano altre come le convivenze, lo studio e il lavoro. Questa è la differenza tra i Millennials e le generazioni precedenti: il 73% dei Baby Boomer (nati tra il 1945 e il 1964) è uscito di casa con il matrimonio, l’11% per motivi di lavoro, il 6% per motivi di studio; il 4% per vivere da solo; il matrimonio è stato il principale propulsore dell’uscita di casa anche per il 47% della Generazione X (nati tra il 1965 e il 1980), l’11% per lavoro, il 14% per studio e il 7% per amore della vita da single. I Millennials (nati dal 1981 al 2000) rompono gli schemi di padri e nonni e, seppur con difficoltà economiche maggiori e in ritardo rispetto alle generazioni precedenti, quando escono di casa lo fanno per lavoro o studio (32%) tanto quanto per amore (30% per motivi di matrimonio) e l’8% per andare a vivere da solo.

Il 66% dei Millennials lasciano casa per andare a vivere per conto proprio opta per l’affitto piuttosto che l’acquisto dell’abitazione. La problematica economica è l’elemento principale che guida la scelta dell’abitazione – si tratti del prezzo di acquisto o del canone di affitto -, per oltre la metà dei giovani intervistati (54%). Gli altri criteri di scelta sono il quartiere (36%), la zona di residenza (35%), la vicinanza al posto di lavoro (30%) e la vicinanza ai mezzi pubblici (29%). Come caratteristica intrinseca all’abitazione i giovani attribuiscono molto valore alla luminosità (29% dei rispondenti).

Oltre la metà dei Millennials si spostano per andare a vivere nella stessa cittá. Una sparuta minoranza – appena il 6% del campione -, vive nello stesso edificio dei genitori.

Lasciare la casa dei propri genitori è anche una questione di cuore.Di solito tra la decisione di andare via di casa e “fare il passo” trascorrono in media 6 mesi. La ricerca si è soffermata sui sentimenti che accompagnano questo periodo per madri e figli: un mix di eccitazione (42%) e felicità (38%) per i ragazzi, di tristezza (59%) per le loro madri, anche se questo sentimento “dell’ultimo giorno” lascia il campo alla comprensione e a una presenza discreta nella vita del figlio.

Le mamme italiane si dimostrano meno possessive di come vengono spesso dipinte tanto che i figli dichiarano di non sentire la pressione o il fastidio della loro presenza.

Anche a distanza madri e figli trovano il modo di essere presenti attraverso pranzi e cene insieme (79%), contatti telefonici giornalieri (76%), messaggi e chat (54%).

La mamma moderna è felice di dispensare pareri sulle relazioni dei propri figli (48%) quando questi lo richiedono, ma è anche la “chioccia” che vorrebbe proteggere i propri figli come se fossero ancora piccoli (34%), vorrebbe sapere dove sono e cosa fanno (27%) e si preoccupa che mangino abbastanza (24%).

Ad ogni modo 2/3 delle intervistate pensano che i figli siano andati via al momento giusto, mentre i figli credono che la mamma preferisse che fossero rimasti ancora in casa. Entrambi però concordano che 25 anni è l’età ideale per lasciare la casa.

La stanza del figlio.
Cosa portano con se i Millennials quando lasciano casa? La biancheria (65%) mette daccordo la maggior parte dei ragazzi, seguita da libri (58%) e fotografie di famiglia (45%). In genere sono le ragazze a portare nella nuova casa più oggetti dei ragazzi.

Tra le cose che i ragazzi lasciano invece volentieri nella loro vecchia casa c’è il letto (29% dei casi) e gli oggetti d’infanzia (24%) insieme a molte altre cose che restano a casa dei genitori. E così, quando i figli vanno via da casa, la stanza rimane spesso cristallizzata (60%), viene destinanta a svariati utilizzi como stanza degli ospiti (10%), viene occupata da un’altra persona di famiglia (8%), utilizzata come studio/biblioteca/sala tv (6%), stanza degli hobby (5%) o cabina armadio (3%).

Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile comunicazione di idealista: “ Nella scelta dell’abitazione prevale sempre più l’aspetto economico, perchè le condizioni delle famiglie sono peggiorate nell’ultimo decennio di crisi in cui l’Italia ha perso 10 punti di Pil. Come emerge dalla ricerca, i giovani italiani sembrano consapevoli dell’importanza di emanciparisi presto, ma la società non li agevola, dal momento che instabilità lavorativa e dei redditi da un lato e gli alti canoni di locazione dall’altro, rendono quello della casa tutta per se un vero e proprio sogno. Da qui l’esigenza di un’offerta di abitazioni in locazione a canone calmierato che permetta ai giovani di entrare con meno difficoltà nel mondo immobiliare.”.

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