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Giovani e azzardo, numeri e contrasto alla ludopatia

l futuro passa dai giovani, in tutti i campi. Ogni settore studia la strategia per rinnovarsi e riuscire a fare colpo sulle nuove generazioni. Il prezzo da pagare per chi non ci riesce è alto, ed è l’estinzione dal mercato. Il gioco d’azzardo ha dimostrato di saper conquistare anche i ragazzi, registrando cifre importanti. Con la consapevolezza che l’analisi dei gusti dei giovani è la base per impostare le strategie del futuro. Anche in termini di prevenzione, per chi vuole evitare la diffusione del fenomeno ludopatia nei prossimi decenni. E in questo Roma e la regione Lazio vogliono posizionarsi in prima fila.

La questione dell’azzardo minorile è forse sottovalutata in Italia. Nonostante le norme vietino le scommesse ai minorenni, sono tanti i ragazzi delle superiori (età dai 14 ai 19 anni) che riescono a effettuare puntate. Più di 1,2 milioni (il 49%), secondo un recente studio. Evidente quanto il dato stoni con le misure adottate nei confronti degli esercenti che non controllano i documenti di chi si presenta al centro scommesse. Nella maggior parte dei casi si rischia persino la chiusura dell’attività, una minaccia che non sempre basta a far desistere da eventuali guadagni. I giochi preferiti sono Gratta & Vinci e scommesse sportive, in controtendenza con i dati nazionali per le altre fasce d’età. Queste due specialità insieme coprono il 58% del volume di gioco dei giovani, mentre in generale non toccano il 40%.

Il Centro Italia presenta una delle percentuali maggiori al gioco, con il 54% dei giovani che hanno provato l’azzardo. Il Lazio e Roma in particolare hanno attrazioni importanti per giocatori di ogni età, presentando più di 20.000 slot machine nella sola capitale. Il volume di gioco regionale è secondo soltanto alla Lombardia, toccando quota sette miliardi di euro. In questo contesto si inserisce la situazione dei giovani, che potrebbero pagare una gestione poco oculata del messaggio sull’azzardo veicolato dai media. Il 21% dei ragazzi intervistati hanno infatti dichiarato di avvicinarsi al gioco per curiosità, il 20% per caso. Quasi la metà quindi si avvicinano senza reali ambizioni o conoscenza diretta, ma spesso venendo a conoscenza della possibilità di scommettere tramite la pubblicità. Gli spot in televisione appaiono a qualsiasi ora, e i centri di scommesse sono sotto gli occhi di tutti. Ragazzi compresi.

L’idea di applicare un distanziometro per tutti i mini-casinò potrebbe essere una soluzione, ma rischia di venire applicata in ritardo. Lo Stato non ha ancora espresso un’opinione concreta a riguardo, e le iniziative locali devono ancora trovare applicazioni concrete. Finora il tar del Lazio ha confermato i pochi provvedimenti contro la proliferazione dell’azzardo presi dalla regione e dai comuni, ma ad oggi un braccio di ferro prolungato penderebbe dalla parte degli esercenti. Per evitare che si concretizzi un rischio simile si stanno studiando soluzioni per aiutare i giocatori. L’aumento delle imposte ipotizzato dal ministro della giustizia Orlando può mettere in difficoltà i gestori del settore, diminuendo la densità dei luoghi in cui si possono effettuare scommesse. Il denaro così raccolto può essere usato per curare la ludopatia e avviare progetti per prevenirla. Magari partendo dalle scuole, visto che il futuro passa per forza da lì.

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