| categoria: sanità

IL CASO/ Quel pasticciaccio brutto del Codivilla di Cortina

Il count down continua inesorabile, il 30 aprile l’ospedale ampezzano chiuderà una lunga fase di sperimentazione pubblico-privato e cambierà anima. Ma a pochi giorni dalla scadenza non c’è chiarezza, solo confuse promesse. E’ buio fitto. La Giunta Zaia ha perso inutilmente mesi senza preparare il futuro. E mantenere lo standard garantito dalla gestione uscente in queste condizioni sarà praticamente impossibile. E intanto pagano medici, dipendenti, pazienti
DI Giovanni Tagliapietra
Meno di tre settimane alla fine, lo sgradevole count-down sulla vicenda del Codivilla Putti di Cortina lascia un gusto amaro in bocca. L’assessore Coletto ha promesso chiarezza per il13 aprile, proprio in questi giorni ( e per due settimane ha glissato di fronte ad ogni richiesta di intervista e di chiarimento) , ma l’ospedale dell’ampezzano volterà pagina il 30, con una dead line tanto netta e definita quanto drammatica e piena di incognite. Per i dipendenti, per i pazienti, per gli equilibri sanitari della provincia, per i riflessi poltiici e sociali. Si poteva evitare tutto questo? Certamente sì. Rapida sintesi. IL Codivilla è un pezzo di storia cortinese, “è” l’ospedale cortinese. All’inizio degli anni Duemila di fronte alla incapacità da parte della azienda sanitaria locale di gestire la struttura, venne messa in atto una sperimentazione pubblico-privato che rimettesse le cose in ordine. Entrava in campo la Giomi, società di rilievo nazionale che “macina” sanità e buona gestione in Italia e all’estero attraverso decine di strutture. Nasceva una società nella quale la Ussl bellunese deteneva il 51%. Ai privati della Giomi il 49% e la poltrona di amministratore delegato. Operazione di successo, il Codivilla è diventata una eccellenza, la sperimentazione è andata avanti di proroga in proroga, la Giomi ha investito parecchio in know how e attrezzature, ma la corsa doveva in qualche modo finire. Dal 30 aprile 2017, si era deciso, l’ospedale cortinese avrebbe cambiato assetto, logica aziendale, mission, sarebbe in sostanza tornata in carico alla sanità pubblica bellunese. In che modo, attraverso quali meccanismi, con quali prospettive? E i lavoratori (105 Giomi, con contratto a tempo indeterminato, una trentina comandati dalla Ussl)? E i pazienti? E le attrezzature? C’era tempo per decidere, mesi su mesi. Si è arrivati al limite, oltre il limite senza chiarezza, Massimo Miraglia, l’ad, ha dovuto mandare le lettere di licenziamento, non mancando di sottolineare piena disponibilità ma anche profondo sconcerto. Soltanto qualche giorno fa, in piena zona Cesarini, è arrivata una delibera che disegna il futuro del Codivilla senza entrare nei dettagli. Assicurazioni, prese di posizione, promesse a beneficio dell’opinione pubblica e dei sindacati.Nessuno perderà il posto, l’ospedale vivrà, ottanta posti letto, etc. Ma niente di concreto. Il 30 aprile ci sarà un vuoto amministrativo, gestionale, assistenziale? Come si garantirà la continuità? Il punto di primo intervento e i poliambulatori andranno in gestione diretta all’Usl 1 Dolomiti – assicura l’assessore ai sindacati -mentre l’Oras di Motta di Livenza prenderà in carico i 101 dipendenti della società Codivilla Putti spa.. Par di tornare indietro nel tempo, leggendo le parole di Coletto: Qualsiasi sarà l’evoluzione, la situazione del personale attualmente in servizio verrà affrontata e risolta, con le dovute garanzie. stiamo lavorando a una soluzione che consentirà di mantenere in attività i 105 attuali dipendenti nelle more della scelta del nuovo gestore. Nelle caratteristiche del nuovo contratto ci saranno ampie garanzie per i lavoratori. Qualcuno può sentirsi rassicurato? Quel che si capisce è che ci sarà una lunga fase intermedia, almeno 18 mesi, deve essere messa in campo una gara e si deve giungere alla definizione del vincitore. Ma i criteri del bando , al momento di scrivere questa nota, non sono ancora stati resi noti, la Giunta ha dato mandato ad una società di elaborarli. Potrebbero essere cuciti su misura per la Giomi, e sarebbe la decisione più logica. Ma non è detto. Intanto dovrebbero essere mantenuti gli stessi servizi, gli stessi posti di lavoro. Ma il tempo scorre veloce, come farà l’Oras (società di Motta di Livenza scelta dalla regione perché a livello normativo è più semplice utilizzare una partecipata come datore di lavoro) a garantire il servizio e ad assumere 101 persone? Non bisogna essere degli esperti per capire che il piccolo gioiellino cortinese sta per sfasciarsi per ragioni obiettive. Se anche Giomi non si metterà di traverso (le mura del Codivilla son o pubbliche, tutto quello che c’è dentro va valutato e pagato al partner privato uscente), la realtà che si dovrà affrontare nei prossimi giorni sarà molto complicata. I contratti in essere dovranno essere rivisitati, in qualche caso non varranno più, buona parte del personale viene da fuori, vive in pratica in una sorta di foresteria aziendale a condizioni vantaggiose (ma onerose per l’azienda); verranno mantenute? E quando sarà deciso? E i medici, gli specialisti, i consulenti, ai quali Giomi ha garantito un soddisfacente soggiorno ampezzano che cosa faranno? Di fronte all’incognita, al salto nel buio la diaspora è quasi inevitabile. L’assessore Coletto è obiettivamente in grado di garantire al personale del Codivilla quel che garantiva Giomi? La risposta è quasi scontata. Il rischio che Ussl e Ora si trovino una scatola vuota è altissimo e ci sono pochi giorni per sciogliere almeno i nodi più urgenti. Insomma, caos quasi garantito. Era proprio necessario arrivare a questo punto? C’è qualche motivo recondito e inconfessabile? Ci sono interessi, manovre attorno al Codivilla? O è solo l’insipienza della politica? Quel che è certo è che la tanto decantata sanità veneta segna il passo, incapace di seguire una linea diretta, limpida, propositiva su una questione complicata solo in apparenza, Comunque andrà a finire la Giunta Zaia avrà perso una buona occasione per dare dimostrazione di un buon governo. E la gente veneta se lo ricorderà

Ti potrebbero interessare anche:

Sla, si staccano il respiratore per protesta, domani al Senato
Piano nazionale vaccini. Tutto rinviato al 5 novembre
HIV/ Più colpiti gli under 30, otto su dieci non usano il preservativo
L'obbligo vaccini a scuola diventa legge, possibile l'autocertificazione
Numero unico 112. Infermieri, polizia e vigili del fuoco denunciano rischi e inefficienze
L'INTERVISTA/ Post-Coma. Dal Santa Lucia IRCCS una proposta per nuova scala di valutazione



wordpress stat