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BIMBI INSULTATI E DERISI,QUATTRO MAESTRE AI DOMICILIARI

Bambini minacciati con bacchette di legno, derisi per il loro aspetto fisico, insultati, mortificati e denigrati in aula davanti ai loro compagni anche con parolacce e frasi scurrili. Erano questi i metodi educativi che quattro maestre di una scuola elementare nella provincia di Foggia avrebbero utilizzato nelle loro classi, secondo l’accusa che le ha portate agli arresti domiciliari. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Lucera sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della procura: l’accusa è di maltrattamenti nei confronti dei bambini che erano loro affidati durante le ore di lezione. Le indagini dei carabinieri, durate fino a poche settimane fa, sono state avviate alla fine del 2016 dopo la denuncia presentata dal padre di un alunno di quarta elementare nei confronti di una delle maestre arrestate. Nella scuola, in realtà, segni di malessere tra i bambini erano già emersi in modo diffuso all’inizio dell’anno scolastico e avevano portato una insolita fuga di studenti verso altre scuole in paesi vicini. Dopo la denuncia, gli investigatori hanno ascoltato le testimonianze di una quindicina tra insegnanti e genitori, e poi deciso di installare una telecamera nell’aula della quarta elementare. Le immagini hanno rivelato che non era una sola maestra a maltrattare i bimbi. Gli investigatori hanno scoperto che durante un’ora di supplenza nella stessa classe un’altra insegnante adottava gli stessi metodi. L’indagine si è così allargata e altre telecamere sono state nascoste in altre classi. Gli investigatori hanno così potuto vedere i maltrattamenti compiuti dalle maestre anche nei confronti di bimbi della seconda elementare. Diversi gli episodi documentati, che dalle violenze fisiche andavano alle violenze psicologiche. I bambini venivano infatti derisi per le loro caratteristiche fisiche (un bimbo è stato costretto a dire «Io sono basso e bugiardo» di fronte ai propri compagni di classe), costantemente mortificati (sono state utilizzate espressioni del tipo «Fai schifo! Chiudi quella boccaccia che escono solo cose brutte da là!», «Hai il cuore cattivo!»). Sono stati anche minacciati verbalmente («Dai che questo lo devo sconciare un pò!», «Io ti faccio nuovo nuovo di botte!», «Se ti do una botta in testa tu capisci che hai sbagliato e devi correggere l’errore, va bene? Facciamo questo gioco»). Ma venivano anche utilizzate aste in legno, brandite dalle maestre che non lesinavano nemmeno insulti e parolacce.

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