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‘Ridotti poteri a Cantone’? Scoppia il caso Anac

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durata tutto il pomeriggio la polemica sul ridimensionamento dei poteri dell’Anac. In un crescendo stoppato dall’intervento in serata di palazzo Chigi che ha promesso di rimediare. Il passaggio del codice degli appalti che consentiva all’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone di intervenire in tempo (quasi) reale sulla gestione delle gare da parte delle amministrazioni, intimando ai dirigenti di correggere in corsa gli atti o le procedure giudicate illegittime (si tratta del cosidetto potere della «raccomandazione vincolante») era contenuto nel comma 2 dell’articolo 211 del Dlgs 50/2016 . Che il consiglio dei ministri dello scorso 13 aprile ha deciso di abrogare in occasione del via libera definitivo al decreto correttivo varato per risolvere in corsa le criticità riscontrate nei primi mesi di applicazione della riforma degli appalti varata nel 2016 dopo gli scandali di Expo e Mafia Capitale.

Critica la maggioranza, con Stefano Esposito, relatore del correttivo del codice appalti, che ha tuonato: «Quel comma va reintrodotto». Perplesso anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando («Dobbiamo verificare, perchè se le norme producono questi effetti, il Cdm deve fare una riflessione»). All’attacco l’opposizione, con il M5s («il governo dimostra di non voler combattere sul serio la corruzione»). Dura la Cgil, che ha parlato di «ennesimo colpo di mano in Consiglio dei ministri sugli appalti».

Una ondata di polemiche alle quali ha messo fine il governo in serata. «Nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri dell’Anac», hanno sottolineato fonti di Palazzo Chigi. «Il Presidente Gentiloni in missione a Washington, è stato in contatto con Cantone. Sul punto, assicurano le stesse fonti, sarà posto rimedio già in sede di conversione del Dec (il documento di correzione e crescita, la cosiddetta manovrina, ndr) e in maniera inequivocabile». L’ex premier Matteo Renzi, che considera l’Anac una sua creatura, non ha nascosto la sua irritazione
(«È stato fatto un errore grave, va corretto quanto prima»). La rabbia dei renziani, però, più che verso il governo, è indirizzata verso il Consiglio di Stato. Il governo, infatti, sarebbe intervenuto accogliendo un parere del Consiglio di Stato, non valutando gli effetti negativi per i poteri dell’Autorità di Vigilanza.

La rassicurazione del governo è stata apprezzata dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che ha fatto sapere di «prendere atto positivamente» dell’impegno politico assunto dal premier Paolo Gentiloni, che da Washington in un colloquio telefonico ha sottolineato l’intenzione di porre rimedio al ridimensionamento del ruolo dell’Anac. Fonti dell’Anticorruzione, ad ogni modo hanno spiegato che il potere della “raccomandazione vincolante”, che è stato soppresso, rappresenta un elemento qualificante del nuovo Codice per il suo effetto di deterrenza nei confronti di un tema cruciale ed esposto alla corruzione come quello dei contratti pubblici. E hanno fatto filtrare perplessità per il fatto che la norma in questione non sia stata discussa né abbia potuto avere un confronto in sede parlamentare.

via libera dal cdm |
13 aprile 2017 |

Ok al nuovo codice appalti. Gare più veloci, spinta ai mini-cantieri

Tolti poteri Anac, Esposito (Pd): reintegrare comma
«Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi. Quel comma va reintrodotto, è uno dei punti qualificanti del codice appalti
per prevenire possibili casi di corruzione» ha tuonato nel pomeriggio Stefano Esposito (Pd), confermando – come anticipato dall’Huffington Post – che nel testo uscito dal Cdm e poi passato alla ‘bollinatura’ della Ragioneria dello Stato era stato soppresso il comma che dava specifici poteri all’Anac. «Faccio appello al presidente Gentiloni e al ministro Delrio – ha aggiunto Esposito – Ho già sentito Antonio Funiciello, il capo di gabinetto di Palazzo Chigi, che mi ha assicurato che sono al lavoro per un chiarimento». Anche perché il testo deve ormai essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E ancora: «Se qualcuno tenta di dare un calcio negli stinchi all’Anac, lo restituiremo con gli interessi».

M5S:tempistica Cdm sospetta dopo scandalo Consip
«Con il ridimensionamento dell’Anac di Cantone nel Codice degli appalti, il governo Gentiloni, in linea con quello Renzi, dimostra ancora una volta di non voler combattere sul serio la corruzione. È l’ennesima dimostrazione,
che arriva dopo la grave limitazione dell’uso delle intercettazioni come mezzo di ricerca della prova» ha attaccato il senatore M5S Andrea Cioffi. In una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali hanno parlato di «colpo di spugna» che è « ancora più grave in un momento in cui ci sarebbe bisogno di una maggiore trasparenza, come si evince da quanto emerge dallo scandalo Consip». E hanno aggiunto: «La tempistica del provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri è quantomeno sospetta».

L’Analisi |

Nuovo codice degli appalti: più flessibilità per ripartire

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I poteri soppressi di Anac
I poteri previsti per l’Anac, soppressi dopo il via libera in Consiglio dei ministri e su cui si è aperto oggi il “caso”, si mettono in campo in situazioni di estrema criticità per scongiurare il rischio di gravi illeciti. In sostanza, se Anac si accorge che sussistono pesanti inadempienze da parti di una stazione appaltante e casi conclamati di illegittimità, può imporre il ritiro in autotutela di un atto, pena la multa del dirigente che si rifiuti di eseguirlo.

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