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Migranti: campagna ‘Ero straniero’, firme per legge popolare che supera la Bossi-Fini

Una proposta di legge di iniziativa popolare, con una campagna nazionale che coinvolge forze di ispirazione religiosa, laica, liberale, per abolire e superare la legge Bossi-Fini e introdurre canali regolari di ingresso per i lavoratori stranieri, un permesso di soggiorno “per comprovata integrazione”, il diritto di voto e ad essere eletti alla amministrative per chi ha un permesso di soggiorno di lungo periodo, e l’abolizione del reato di clandestinità.

“Siamo fortunatamente tantissimi, dai rappresentanti del Terzo settore ai sindaci”, ha detto Emma Bonino, che con Radicali italiani è capofila della campagna ‘Ero straniero – L’umanità che fa bene’, presentata qualche giorno fa, “Abbiamo scelto lo strumento dell’iniziativa popolare, e di non affidarla a volenterosi parlamentari, per fare una campagna e raccogliere tante firme”.

La proposta di legge si propone come una nuova legge quadro sull’immigrazione e si sviluppa sui principi di “accoglienza, lavoro, integrazione, diritti”. Chiede di introdurre il permesso di soggiorno temporaneo di 12 mesi per facilitare l’incontro tra lavoratori stranieri e datori di lavoro italiani; la reintroduzione del sistema dello sponsor, previsto dalla Turco-Napolitano; un permesso di soggiorno per le persone che hanno saputo integrarsi, hanno comprovati legami familiari o assenza di legami nei paesi di origine. Tra le altre misure, sul piano delle misure di welfare, la piena equiparazione per il diritto alla salute, la garanzia di conservare tutti i diritti pensionistici in caso di rimpatrio volontario.

Alla campagna è promossa da Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, con il sostegno della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes e della Comunità di Sant’Egidio.

“Sono circa 60 i sindaci che hanno aderito”, ha detto il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori: “l’incentivo di carattere monetario di 500 euro introdotto dal governo non cambia il sistema in direzione del accoglienza diffusa che vorremmo realizzare”. Per il governatore della Toscana, Enrico Rossi, che aderisce assieme ad Articolo 1-Mdp, è “un’opportunità unica che mette insieme la ragioni della solidarietà e della crescita”.

“Quando il governo dice che l’accoglienza deve trovare un limite nell’integrazione ci si aspetterebbe politiche sull’integrazione, che non ci sono, e vogliamo colmare questo vuoto con la nostra proposta di legge. Domani – ha spiegato il segretari di Radicali Italiani, Riccardo Magi – presenteremo il testo di legge in Cassazione e continueremo ad attivarci per allargare la partecipazione”.

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