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QUI VITERBO/ Articolo, forma e colori della Tuscia, mostra concorso di artigianato

mostra-concorsoTornano nella Tuscia il fascino e la maestria degli artigiani con la mostra “Forma e colori della Tuscia”, giunta all’undicesima edizione, in programma dal 21 aprile al 21 maggio 2017. La mostra concorso di artigianato artistico è stata inaugurata ieri pomeriggio, presso il Museo della Ceramica della Tuscia, a Palazzo Brugiotti.

La kermesse, organizzata da Cna artistico e tradizionale in collaborazione con la cooperativa Girolamo Fabrizio e sostenuta dalla Fondazione Carivit con il patrocinio della Regione Lazio, della Camera di Commercio, della Provincia e del Comune di Viterbo, coincide con il mese dell’artigianato.

Rispetto alle precedenti edizioni questa undicesima presenta una novità: momenti di approfondimento e dialoghi con gli artigiani. Presenti all’inaugurazione Luigia Melaragni, segretaria della CNA, Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit, gli assessori comunali Antonio Delli Iaconi e Sonia Perà.

Dopo il consueto taglio del nastro, ha esordito Melaragni: “Siamo giunti all’edizione numero 11 – ha ricordato– e il livello delle opere cresce ogni anno. I partecipanti sono il nostro orgoglio, provengono anche da fuori regione. Ciò ci permette così di conoscere anche altre realtà, con confronti e dialoghi”.

L’assessore Perà ha parlato di lavoro egregio, frutto di passione e fatica ed ha aggiunto: “Come ente e come Comune abbiamo donato un piccolo contributo, affinché le nostre tradizioni, ricchezze ed arti del “saper fare” non vadano perse”.

Sono i due protagonisti dell’eccellenza orafa a prendere, poi, la parola: Pina Perazza ed Armando Mortet.

Armando Mortet appartiene alla quarta generazione di una famiglia originaria della Francia, di scultori, cesellatori, orafi e intagliatori, a Roma dal 1980. 120 anni di storia che spaziano tra forme e tradizioni. Attraverso foto e filmati, ha mostrato ai presenti parte della sua quotidianità, l’incontro con Bulgari, a Roma e l’apprendimento dell’oreficeria proprio da quei momenti. Armando Mortet non ha perso la sua attività nella Tuscia, mentre nella capitale sono due cugini a proseguirla. Le sue creazioni spaziano dalla scultura orafa ed argenteria ai lavori a sbalzo, alla medaglistica. Nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento di “Artigiano OmA” che attesta l’alto pregio delle sue produzioni.

Pina Perazza, formazione umanistica, figlia di contadini ha, quindi, preso la parolas: “A 12 anni – ha raccontato – creavo libri gialli. Desideravo fare la scrittrice, forte il mio desiderio e bisogno di autonomia economica. Volevo essere piena protagonista della mia vita.”

Pina diviene orafa casualmente, nel 1982. Ha descritto il primo impatto con questo mondo come un’avventura, credendo nei suoi progetti giornalmente, grazie al sostegno prima del padre e poi del marito.

Il “Titanio di Pina Perazza” è un marchio d’impresa dal 1992 ed è proprio l’uso di questo materiale a dare una svolta all’attività dell’artista. Fortemente ispirata al mondo naturale, riporta una frase che l’ha accompagnata negli anni: “L’arte è figlia della natura, la natura è figlia di Dio”

I galli, sono tra le opere più famose di Pina Perazza . Le creazioni alle quali si sente più legata sono gli orologi. “Alle nuove generazioni vorrei trasmettere la qualità della vita – ha affermato – Oggi valutiamo ogni cosa con il peso dei soldi, confesso, invece, d’aver vissuto attimi indimenticabili e felici, nel momento in cui tra le mani non avevo nulla se non la fiducia in me stessa”.

Il prossimo incontro con gli artigiani si terrà venerdì 5 maggio alle ore 17,30 e vedrà protagonista Lucia Maria Arena ne “Il Mestiere del rilegatore”.

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