| categoria: Roma e Lazio

Crisi Alitalia, nella capitale tremano migliaia di famiglie

Il giorno più lungo di Alitalia coincide con la crisi di tutto l’indotto delle aziende che lavorano per la ex compagnia di bandiera. A rischio non sono solo i dipendenti Alitalia ma anche i lavoratori e i fornitori che si occupano di catering, pulizia e altri servizi per una compagnia da oltre 12mila dipendenti e 120 aeromobili, che si avvia verso il commissariamento e quindi a un possibile fallimento.

Al Da Vinci ogni giorno lavorano per Alitalia almeno 15mila persone, tutte residenti a Ostia, Fiumicino e nel quadrante meridionale di Roma: la maggior parte hanno contratti stagionali e a tempo determinato e già nei prossimi giorni dovranno fare i conti con tagli di costi e stipendi.

La Cgil stima un taglio immediato di almeno 1200 posti di lavoro, soprattutto nei settori legati a servizi di pulizia e catering. Ma questo è solo l’inizio: il commissariamento apre la strada a tagli ancora più gravi e, sempre secondo il sindacato, nei prossimi mesi a rischiare saranno almeno 3mila lavoratori dell’indotto di Fiumicino. I numeri sono chiari: ogni aereo coinvolge da 6 a 8 persone e per un dipendente Alitalia, almeno due o tre dell’indotto rischiano di perdere il posto. Soprattutto ora che la compagnia ridurrà tutto ciò che si potrà tagliare in servizi come catering, pulizia e altre attività affidate a società esterne. Il problema riguarda anche le aziende più grandi: GH services, specializzata nelle pulizie dei vettori Alitalia, potrebbe tagliare buona parte dei suoi 327 dipendenti e non va meglio nel catering, dove Lsg Skychef è la più importante: anche qui sono a rischio immediato almeno 200 lavoratori, senza considerare cooperative e fornitori. Inoltre i servizi handling prevedono licenziamenti per almeno 500 dipendenti. Infine da aprile i tecnici di Alitalia Maintenance Systems, che riparava i motori degli aerei Alitalia, non potranno più contare sul sostegno dei sussidi statali.

In sostanza la crisi di Alitalia si fa già sentire: nonostante la crescita del traffico aereo al Da Vinci di oltre il 3% negli ultimi tre mesi del 2017, il peso del business generato dalla ex compagnia di bandiera, in termini di slot e ricavi economici, rappresenta solo il 30% del totale e calerà sempre di più. Il colpo, in termini occupazionali, rischia di assumere proporzioni preoccupanti e potrebbe coinvolgere più di diecimila famiglie.

“Siamo vicini a tutti i lavoratori – ha detto ieri la sindaca Raggi a margine della manifestazione Anpi per il 25 aprile – attendiamo però la nomina di un commissario e il deposito di un piano industriale per capire esattamente quale sia l’idea che il governo ha per queste persone”.

Ma da più parti piovono accuse di immobilismo al Comune: “Al di là delle dichiarazioni – spiega Eugenio Stanziale segretario regionale Filt Cgil – vorremmo capire di concreto cosa ha fatto e cosa pensa di fare la sindaca per tutelare i lavoratori Alitalia e dell’indotto. La Raggi sa bene che con l’arrivo del commissario gli strumenti a disposizione saranno limitati “. La proposta è chiara: “Chiediamo l’intervento immediato della Regione”.

Ti potrebbero interessare anche:

RAI/Art.21 in vigilanza, resti pubblica, no al bollino blu
Guerra dei tavolini, esercenti di nuovi in piazza contro l'assessore Leonori
Esponente clan Spada all'anteprima del film "Suburra": scoppia la polemica
Roma, asili nido privatizzati: riparte la protesta delle maestre
Sorpresa, le farmacie romane sono in crisi. Soprattutto quelle del centro
RIFIUTI: RAGGI, 'NEL PIANO REGIONE LAZIO INSERISCANO IL 'FATTORE DI PRESSIONE'



wordpress stat