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DIETRO I FATTI/ Quelle cento nomine che tolgono il sonno alla Raggi

Giulio Terzi
Chiacchiere a parte è il momento della verità per la amministrazione a cinque stelle del Campidoglio, Facciamo finta che gli ultimi otto mesi siano passati senza traumi, che non ci siano stati problemi di nomine, di candidature, facciamo finta che sia andato tutto liscio,. Ora la questione si fa seria, c’è da rinnovare un centinaio di cariche nelle società della holding Campidoglio, Chiuse le principali partite per i vertici delle municipalizzate (Acea, Ama e Atac) adesso tocca al resto. E’ il famoso spoil system, quello che a Washington ad ogni cambio di presidente e di amministrazione fa fare gli scatoloni a non meno di ventimila persone. Qui è più semplice, si tratta di trovare la quadra per poche decine di incarichi di peso, di spessore. Sotto gli occhi di tutti, con i fucili puntati dei critici e dell’opposizione., La scorsa settimana è scaduto l’avviso pubblico per rinnovare i cda e i collegi sindacali di Aequa Roma, Risorse per Roma, Roma Metropolitane, Roma Servizi Mobilità, Zetema, Centrale del Latte, Centro Agroalimentare, Investimenti S.p.A., Mondo Digitale, Bioparco, Cinema per Roma, Musica per Roma, Roma Solidale Onlus. A questi si aggiungono i consigli di amministrazione di Ama e Atac, ritornati a tre, e che al momento hanno già un amministratore unico (Antonella Giglio per l’azienda dei rifiuti e Manuel Fantasia per quella dei trasporti). Praticamente è in gicoo tutto ciò che assicura il regolare fun azionamento della città. Le candidature sono piovute, naturalmente, ora il gabinetto del sindaco dovrà formare una task force che valuti i curricula, che li controlli bene e risparmi altre grane alla cupola grillina. Il toto nomine impazza, naturalmente e inseguendo i rumors più accreditati la mappa sullo scacchiere si può riempire,
. Ad Aequa Roma, la società che si occupa dei servizi di riscossione, l’attuale presidente e ad Riccardo Mussari è pronto a lasciare il posto a Salvatore Tutino, consigliere della Corte dei conti, già sondato lo scorso settembre dalla giunta Raggi per prendere il posto di Marcello Minenna come assessore al Bilancio. Ora l’arrivo in Campidoglio sembra fatto. A Zètema, l’azienda che si occupa di servizi culturali, l’impero quasi ventennale di Albino Ruberti traballa. Il nome di Roberto Diacetti – ex ad di Risorse per Roma e di Atac con la giunta Alemanno poi presidente di Eur spa – gira vorticosamente. Scelta complicata, manager troppo compromesso ed esposto? E a Risorse per Roma, affidataria di servizi e supporto tecnico del Campidoglio?
E’ in bilico il mandato di Massimo Bartoli. Se ne andrà certamente invece i Carlo Medaglia, presidente e amministratore delegato dell’Agenzia per la mobilità del Comune. Potrebbe subentrare Carlo Tosti, un passato in Atac di un anno con l’amministrazione Alemanno come ad . C’è poco da fare, gli uomini sul mercato sono sempre gli stessi, la casacche passate potrebbero contare poco, ma c’è sempre il rischio di polemiche e di sgradevoli sorprese.. Purtroppo per i grillini la gestione non è lineare ed univoca, ancora troppi galli nel pollaio, la lezione non è servita. C’è l’asse Raggi-Frongia, c’è Mazzillo, con un certo peso, ci sono Bergamo e Colomban, c’è il pericolosissimo correntone lombardiano De Vito-Ferrara. In poche parole. Non c’è da stare tranquilli

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