| categoria: litorale

L’INTERVENTO/ Sabaudia, ora tocca al Parco

Di Franco Brugnola
Il Parco Nazionale del Circeo è stato istituito nel 1934, in questi oltre ottanta anni i rapporti con la città sono stati di odio-amore e molti non hanno percepito le possibilità di uno sviluppo diverso offerte dalla sua presenza.
Nonostante fosse previsto dalla legge sulle aree protette n. 394 sin dal 1991 il parco è stato costituito in ente solamente con il DPR 155/2005, ma il Presidente è stato nominato nel 2007.
Anche gli atti conseguenti come il Piano del Parco e il relativo regolamento hanno subito ritardi notevoli.
Per troppi anni i Comuni sono stati occupati da forze politiche vicine ai costruttori che hanno insidiato i confini del Parco da tutti lati riducendo notevolmente le distanze tra l’abitato e la foresta, per non parlare del delicato ambiente dunale che oltre ai molti abusi edilizi, è a forte rischio a causa dell’erosione e che tutte le estati subisce un eccesso di antropizzazione.
Molti anni fa un manifesto della LIPU era intitolato “Il gufo è stufo”, quasi una dichiarazione di guerra verso una classe politica insensibile alla difesa dell’ambiente, ma tutta votata agli interessi del mattone.
Nel 2011 era stata avanzata la proposta di ampliare il Parco con l’area marina che lo fronteggia, anche per tutelare le preziose piantagioni di posidonia che servono a rallentare il moto ondoso e a preservare l’erosione della costa, ma poi, purtroppo non è stato fatto nulla anche a causa della scarsa attenzione a questo tema da parte di chi rivestiva ruoli importanti.
Il Sindaco di Latina Coletta di recente ha chiesto di allargare i confini terrestri del Parco al suo Comune, anche quello di Terracina è interessato ad entrare; mentre quello di Ponza vuole riprendersi l’isola di Zannone e a Sabaudia qualche candidato a caccia di voti dichiara di voler ridurre tali confini con lo scopo evidente di eliminare i vincoli esistenti. Due visioni ben diverse di amministrare il territorio.
Mi auguro che al più presto la Regione approvi la nuova versione del Piano del Parco curata dal Direttore Cassola e con esso tutti i regolamenti che oltre a preservare i delicati ambienti che lo compongono possa, finalmente avviare uno sviluppo economico sostenibile del territorio coinvolgendo le popolazioni locali e facendole partecipare ad un nuovo benessere.
Il Piano del Parco prevede anche norme molto attente per quanto riguarda il regime delle acque, un aspetto per troppi anni pressoché ignorato nei fatti da chi negli ultimi anni ha amministrato le città, con il risultato che le acque superficiali e sotterranee dell’area del Circeo hanno ottenuto dall’ISPRA il temuto bollino rosso. I rischi per la salute dei cittadini derivanti da questa situazione sono elevati e non è possibile più proseguire con la politica dello struzzo nascondendo la testa sotto la sabbia per non vedere. In particolare chi sarà chiamato ad amministrare la città di Sabaudia dovrà fare passi concreti per eliminare l’inquinamento di origine civile e industriale e per sostenere gli agricoltori (anche economicamente) a riconvertire la loro produzione verso un sistema biologico integrato, eliminando il pericoloso uso di fitofarmaci dannosi anche per la vita umana.
Parlando del Parco non si può dimenticare il Piano Utilizzo Arenili: uno strumento indispensabile per governare un utilizzo appropriato del demanio marittimo che deve necessariamente essere adottato al più presto nel rispetto delle nuove norme regionali ma anche di quelle europee che regolano i Siti di Interesse Comunitario.
Un problema a parte è rappresentato dai sentieri all’interno del Parco, in molti casi da tempo abbandonati, privi di segnaletica e non valorizzati. L’esempio più grave è rappresentato dai percorsi presenti sul promontorio che oltre a aver perduto una segnaletica adeguata sono divenuti un rischio anche per persone esperte come è dimostrato dalla tragica morte avvenuta poche settimane fa di un forestale. In altri parchi i sentieri sono manutenuti, c’è una segnaletica che fornisce anche notizie ed indicazioni sulla natura e sulla storia, addirittura in alcuni casi ci sono anche dei punti dai quali, in caso di emergenza, può essere chiamato soccorso, mentre in altri (con sentieri in salita) sono state installate delle postazioni in cui è presente un defibrillatore.
Infine è necessario che sia affrontato anche il problema della mobilità interna che dovrà essere completamente rivisto per attuare un sistema sostenibile che sia meno impattante con l’ambiente specialmente nel periodo estivo; su questo punto sarà necessaria una sinergia tra Comune ed Ente Parco per ottenere i risultati attesi.
In questi giorni, tra molte polemiche, è iniziata la discussione da parte dell’assemblea della Camera della proposta di legge n. 518 che intende modificare la legge 394/1991 sui parchi nazionali.
Una legge importante che modifica la missione dei parchi che da meramente protezionistica passerebbe a quella di promozione dello sviluppo sostenibile coinvolgendo maggiormente gli imprenditori e le popolazioni locali. Toccherà all’Ente Parco gestire l’attuazione del Piano in maniera intelligente e in armonia con gli amministratori e le popolazioni locali in modo da realizzare il tanto atteso sviluppo.

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