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DIETRO AI FATTI/ Roma e verde pubblico, praticamente siamo rovinati

Cadono rami, cadono tronchi interi, intere aree della città sembrano abbandonate, savana o giungla cambia poco, la vegetazione cresce ovunque senza controlli. Serve una manutenzione ordinaria, certo, ma prima ne serve una straordinaria, la situazione è tragica e i cittadini romani guardano con preoccupazione al Campidoglio. Ed ecco che l’assessore Montanari suona la carica, con la massima enfasi possibile e annuncia un doppio bando europeo per la manutenzione del verde. Dal Campidoglio stanziati oltre 12,5 milioni di euro. Vale la pena di leggersi la nota dell’assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale: “Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale due bandi europei: uno per l’affidamento del servizio di manutenzione del verde orizzontale, l’altro per la manutenzione delle alberature. Con un impegno economico complessivo di 9 milioni di euro, cinque milioni per manutenzione verde verticale e quattro milioni per verde orizzontale, vogliamo dare un’ulteriore risposta concreta all’opera di pianificazione strategica sulla gestione del verde che stiamo già portando avanti. E ancora una buona notizia: dal 1 luglio sarà operativa l’altra operazione d’intervento sul verde che prevede il monitoraggio e la messa in sicurezza di 80mila alberature. Questo è il risultato di un altro bando di gara europeo che si è concluso con l’affidamento alle ditte aggiudicatrici, per un valore di 3 milioni e mezzo di euro. Tre considerevoli gare europee per garantire trasparenza, correttezza e programmazione, con un investimento complessivo di 12 milioni e mezzo di euro. È così che vogliamo mettere in campo importanti interventi di manutenzione, riqualificazione e gestione del verde urbano. Tra parchi, giardini e ville storiche non dobbiamo smettere di fare della Capitale il più grande Giardino d’Europa”. Bellissimo, ma la pulizia di strade e parchi, la messa in sicurezza degli alberi a quando? In autunno, certamente. L’assegnazione dei due bandi richiederà infatti minimo 90 giorni, senza calcolare eventuali ricorsi e lungaggini extra. Mentre Roma soffoca, e la città è ostaggio delle piante, il Comune chiede tempo. Ma il tempo non c’è. La vegetazione cresce senza controlli, alberi e rami diventano un pericolo pubblico. L’immagine di degrado è devastante. C’erano altre soluzioni?

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