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Papa Francesco: «Sul caso Regeni mi sono mosso»

Il Papa è «preoccupato» per il caso Regeni, e, pur non rivelando se ne ha parlato col presidente egiziano Al-Sisi, dice che «la Santa Sede si è mossa». Conferma poi la sua frase sui «campi rifugiati che sono come campi di concentramento», anche in Italia. E sulle minacce di guerra nucleare riguardanti la Corea del Nord invita: «fermiamoci, cerchiamo una soluzione diplomatica». Molti i temi toccati stasera da Francesco in poco più di mezz’ora di dialogo con i giornalisti durante il volo di ritorno dall’Egitto.
Riguardo al caso di Giulio Regeni «sono preoccupato: dalla Santa Sede mi sono mosso su questo tema, perché anche i genitori me lo hanno chiesto». «La Santa Sede si è mossa – ha detto il Papa -, non dirò come e dove, ma ci siamo mossi». Del colloquio con Al-Sisi ha invece detto che «era privato, e per rispetto si deve mantenere la riservatezza. È riservato». SÌ,

CERTI CAMPI PROFUGHI COME CAMPI CONCENTRAMENTO – «Non è stato un ‘lapsus linguaè. Ci sono campi di rifugiati che sono veri campi di concentramento. Qualcuno forse in Italia, e in altre parti. In Germania no». «Si pensi alla gente chiusa in un campo, che non può uscire – ha spiegato -. Sono chiusi dentro». «Il solo fatto di essere chiusi senza fare niente è come un lager. Ma niente a che vedere con la Germania», ha aggiunto.

RISCHI GUERRA ATOMICA? FERMIAMOCI, SÌ A NEGOZIATI – I leader che hanno responsabilità in possibili conflitti «io li chiamo e li chiamerò, come ho chiamato altri, a un lavoro per risolvere i problemi sulla strada della diplomazia». Così papa Bergoglio ha risposto a una domanda sulle attuali minacce di guerra nucleare riguardanti la Corea del Nord. «Fermiamoci, cerchiamo una soluzione diplomatica – ha aggiunto – E le Nazioni Unite hanno il dovere di riprendere una leadership, che si è annacquata».

TRUMP? RICEVO OGNI CAPO DI STATO MI CHIEDA UDIENZA – «Io non sono stato ancora informato dalla Segreteria di Stato che sia stata fatta una richiesta, ma io ricevo ogni capo di Stato che chiede udienza». Così il Papa ha risposto alla domanda se riceverà il presidente americano Donald Trump.

CON POPULISMI UE A RISCHIO, MA NON DICO CHI VOTARE – «Una dimensione dei populismi» è che creano «un problema per l’Europa, un problema per l’Unione Europea», ma «ogni Paese è libero di fare le scelte che ritiene convenienti davanti a questo». Così Francesco alla domanda su quelli che lui ha chiamato «populismi demagogici» e sul voto presidenziale in Francia. «Io non posso giudicare se una Paese fa questa scelta per un motivo o per un altro perché non conosco la politica interna. È vero che l’Europa è in pericolo di sciogliersi».

PUTIN? BENE CHE SI PARLI DI DIFESA DEI CRISTIANI IN MO – «So che lo Stato russo parla della necessità di difendere i cristiani in Medio Oriente. È una cosa buona parlare di questo tipo di azione. Oggi ci sono più martiri che nei primi secoli in Medio Oriente». Questa la risposta di papa Bergoglio su come siano i rapporti tra il Vaticano e la Russia, il cui presidente Putin sostiene la necessità di difendere i cristiani in Medio Oriente e in particolare in Siria.

TUTTO QUELLO CHE SI PUÒ FARE PER IL VENEZUELA LO FAREMO – «Tutto quello che si può fare per il Venezuela, Paese che io amo molto, si deve fare. E lo faremo». Così Francesco ha risposto a una domanda sulla situazione del Venezuela e se ci sarà un’azione pacificatrice della Chiesa e del Vaticano.

EGITTO; VEDERE LE PIRAMIDI? MI SAREBBE PIACIUTO – «Due miei assistenti, questa mattina alle sei, sono andati a vedere le Piramidi». E a lei sarebbe piaciuto? «Sì, mi sarebbe piaciuto».

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