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GIRO/ Gaviria trionfa a Cagliari, è la nuova maglia rosa

Il Giro d’Italia, dopo tre tappe e tre maglie rosa diverse, saluta la Sardegna per trasferirsi nell’altra isola, la Sicilia, che martedì, dopo un giorno di riposo, ospiterà la quarta frazione col primo arrivo in salita, sull’Etna. Saluta con il trionfo in volata sul traguardo di Cagliari di Fernando Gaviria. Lo sprinter colombiano ha preceduto all’arrivo sul pavè di via Roma il tedesco Rudiger Selig e il campione tricolore Giacomo Nizzolo, in una tappa caratterizzata dal forte vento di maestrale. Il 22enne della Quick-Step ha approfittato del perfetto lavoro dei compagni di squadra, su tutti il lussemburghese Bob Jungels, e grazie agli abbuoni ha sfilato la maglia rosa al tedesco Andre Greipel che, coinvolto in un contatto sul lungomare Poetto, poco prima dell’arrivo in centro città, ha perso il pedale, rimanendo fuori dalla volata finale. L’ultima tappa in terra sarda è stata una frazione più breve delle prime due, di 148 km, sostanzialmente pianeggiante, con blande ondulazioni lungo l’intero percorso. Partenza poco prima delle 13.30 dal piazzale Rocce Rosse, con avvicinamento allo start ufficiale poco fuori Tortolì. Ingresso sulla Statale 125 e subito l’allungo di Eugert Zhupa (Wilier Selle Italia), Kristian Sbaragli (Dimension Data), Ivan Rovny (Gazprom Rusvelo) e Ian Tratnik (Sprandi). Vantaggio massimo dei fuggitivi 3 minuti al km 6, ma il gruppo diventa presto un terzetto: Sbaragli, dopo il traguardo volante al km 35, ritorna fra i ranghi. I fuggitivi vengono controllati dagli uomini della maglia rosa, per tutta la strada a scorrimento veloce che dall’Ogliastra scende verso il Sarrabus, sulla costa sud orientale dell’isola. Anche oggi tantissimi i tifosi sulle strade e, come nei precedenti giorni, tanti gli omaggi a Michele Scarponi. «Michele sempre con noi», «Michele sempre nel nostro cuore», recitavano le scritte sulla strada e gli striscioni esposti durante il passaggio della carovana rosa. E proprio a Tortolì, nella piazza principale, l’artista locale Franco Mascia ha realizzato un murale dedicato allo sfortunato campione marchigiano. Subito dopo l’uscita dalla Statale 125 e il passaggio a Villasimius, per i fuggitivi ecco il primo e unico Gran premio della montagna di questa tappa. Se lo aggiudica lo sloveno Tratnik, davanti a Zhupa e Rovny. Vento di maestrale fortissimo, ma anche discese che hanno portato a toccare, in alcuni tratti del percorso, una velocità di 98 km all’ora. Con un panorama mozzafiato, sulla provinciale 17 che conduce a Cagliari, a 30 km dall’arrivo Zhupa e Rovny vengono ripresi dal gruppo, mentre Tratnik resiste in fuga per altri quattro chilometri. Tante le forature a questo punto del percorso. I due principali favoriti, Vincenzo Nibali e Nairo Quintana controllano, si tengono a distanza, quasi a volersi ignorare. Tra i due non corre buon sangue e nelle prossime tappe, con le prime vere salite, il duello entrerà sicuramente nel vivo. Nel tratto finale il forte vento ha creato più di un problema al gruppo, con raffiche che arrivavano lateralmente, alla destra dei corridori, disposti a ventaglio. La maglia rosa Greipel perde la catena, l’australiano Dennis cade e alla fine accusa un ritardo di 5 minuti. Si entra a Cagliari e Gaviria deve ringraziare il grande lavoro del compagno di squadra Jungels che lo ha trainato fino alla volata conclusiva sul pavè di via Roma.

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