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Sabaudia, moria di pesci. E’ allarme inquinamento

174233873-88cdebd3-9a86-4b8f-b1ab-0578cd83294eCernie, spigole, cefali, saraghi, anguille e persino le meduse: tutti morti e in pochi minuti. Domenica mattina a Torre Paola, e precisamente nel canale romano che collega il mare al lago, al confine tra Sabaudia e San Felice Circeo, un’ondata di sostanze presumibilmente chimiche, ma su cui sono ancora in corso indagini e che sono quindi ancora da individuare con esattezza, ha ucciso qualsiasi forma di vita. “Sono all’incirca sei i quintali di pesce morto”, assicura l’avvocato Andrea Bazuro, che rappresenta i proprietari del bacino lacustre.

Un fenomeno che nella zona, all’interno del Parco Nazionale del Circeo, non conosce precedenti. Dai primi accertamenti, sembra che l’ondata di veleni, con altissime concentrazioni di sostanze chimiche, abbia letteralmente bruciato gli animali che ha trovato sul suo cammino, senza fortunatamente riuscire a penetrare anche nel lago di Paola. “Ero insieme a un biologo quando ho assistito alla moria e mettendo anche le mani in acqua si sentiva bruciore sulla pelle”, precisa sempre l’avvocato Bazuro.

Ricevute subito una serie di segnalazioni, il direttore del Parco del Circeo, Paolo Cassola, ha fatto intervenire i carabinieri forestali e le guardie costiere, che stanno ora compiendo accertamenti a tutto campo. Dei campionamenti sono poi stati effettuati dai tecnici dell’Arpa Lazio, oltre che dagli stessi proprietari del lago. “Presenteremo una denuncia contro ignoti – dichiara il direttore Cassola – e ho già chiesto un’indagine su eventuali connessioni tra terraferma e rete idrica”. Caccia aperta dunque a eventuali sversamenti di sostanze altamente inquinanti. Il Parco sta inoltre valutando anche di interessare il Ministero dell’ambiente e i carabinieri del Noe.

Quanto accaduto segue tra l’altro di pochi giorni lo spiaggiamento di una grande quantità di posidonia morta nella vicina spiaggetta di Torre Paola e la morte di decine di berte minori, uccelli marini protetti, trovati spiaggiati una settimana fa sugli arenili di Formia e Scauri, nel sud pontino. Fenomeni inquietanti anche per quanto riguarda la sicurezza della balneazione e su cui sono appunto in corso accertamenti.

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