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IL PUNTO/ Buio pesto sulla legge elettorale, decreto in vista?

Tante, troppe chiacchiere, ma nessun fatto concreto. Si deve fare la legge elettorale, si deve fare in fretta, ma non c’è alcun tipo di accordo e nemmeno un’ipotesi di intesa. In poche parole, siamo in alto mare, si parla di alleanze fuori da ogni logica, si mischiano le carte. Per fortuna questo dibattito vola alto, altissimo, sfiora appena la opinione pubblica più accorti, è lontana dalla vita quotidiana degli italiani. I nodi da sciogliere sono diversi: dai capilista bloccati al premio di maggioranza, dalla soglia di sbarramento al premio al partito o alla coalizione. Si capisce subito, sono problemi, ostacoli politici prima ancora che tecnici, che vedono centro destra e Pd in difficoltà ciascuno per conto suo. Berlusconi va per conto suo, la Lega fa altrettantoScogli non tecnici ma politici che celano le difficoltà del Pd e del Centrodestra. Renzi deve fare i conti con chi vuole rilanciare l’alleanza con la sinistra di Pisapia & C., difficile ma non impossibile, senza però far infuriare Alfano e i centristi, necessari per la sopravvivenza del governo Gentiloni. Equilbrismo puro. Quanto reggerà? Berlusconi vorrebbe cerare un sistema che consenta all’ex Cav di poter scegliere dopo il voto tra Salvini e Renzi. Il tutto con i 5 Stelle che proseguono a stop and go nel dialogo con il Pd, tra aperture e minacce (vedi ultima bufera sulla Boschi). Non c’è via d’uscita, in apparenza e la situazione politica è bloccata. La soluzione può venire da un decreto legge del governo che consenta di aggiustare il cosiddetto Legalicum (che brutto termine per identificare l’Italicum uscito dalla Corte Costituzionale, ma basta che la gente non capisca…). Ritocchi sulla questione dei capilista ma non sul 40% per ottenere il premio di maggioranza. E i nodi della coalizione o della lista e quello delle soglie di sbarramento (tanto caro ai partiti, non solo Alfano)? Tutto per aria, tutto da valutare. Ma quel che conta è che un decreto consentirebbe di uniformare la legge per l’elezione della Camera e del Senato. Punto fondamentale affinché si possa sciogliere il Parlamento e andare alle urne. Quindi…

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