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Venezia si veste di contemporaneo. Per la Biennale 23 eventi collaterali

MICHEL BLAZY

MICHEL BLAZY

L’antica Signora si veste di contemporaneo. Venezia, dopo l’annuncio delle mostre di Damien Hirst e Mark Tobey già aperte in queste settimane, è pronta dall’8 maggio ad indossare i paramenti della megalopoli dell’arte contemporanea. Ad officiare una celebrazione laica che per mesi trasformerà Venezia in un palcoscenico dedicato alle diverse tendenze del fare arte oggi – 23 gli eventi collaterali, ma decine le mostre e i party più o meno esclusivi in ogni angolo del centro storico -, e a trainare un ‘sistema’ destinato a richiamare in città migliaia di addetti ai lavori nei tre giorni della vernice, dal 10 al 12 maggio (apertura al pubblico dal 13 al 26 novembre), è un’altra “vecchia signora”, quella Biennale d’arte che ha superato il traguardo dei 120 anni dalla fondazione senza un capello bianco. Invitati 120 artisti da ogni angolo del mondo di cui 103 per la prima volta presenti alla Biennale nella mostra curatoriale.

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