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A Viterbo nasce il primo premio di poesia in dialetto locale

A Viterbo nasce il primo premio di poesia in dialetto locale “La léngua vitorbese adène adène…” aperto agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole primarie. L’iniziativa è dedicata alla memoria di Emilio Maggini, anche noto come “Vorrà Piova”, uno straordinario scrittore dialettale che seppe immortalare, nei suoi versi, luoghi e personaggi del quartiere Pianoscarano.

Il premio è promosso e organizzato dal Comitato Festeggiamenti Pianoscarano Carmine Salamaro asdc, in collaborazione con le associazioni Bando del racconto e Tuscia dialettale. La Fondazione Carivit ha sostenuto questa importante iniziativa volta a riscoprire le radici del territorio mediante la poesia dialettale.

Un secondo premio è rivolto, senza limiti di età, a tutti i viterbesi. Il terzo ed ultimo bando ( con identico budget: 1.000 euro ciascuno) è finalizzato ad evidenziare, invece, il linguaggio della pittura, degli scorci più suggestivi ed inediti, della bellezza di vie, piazze, fontane, case e chiese del quartiere Piascarano.

L’iniziativa è stata presentanta presso la Sala Conferenze della Fondazione Carivit, dal presidente Mario Brutti, da Paolo Bracaglia del Comitato Festeggiamenti Pianoscarano, dal decano della poesia dialettale viterbese, Ostelvio Celestini e da Pietro Benedetti di Banda del racconto. A moderare l’incontro lo scrittore e poeta Antonello Ricci.

“Viterbo non è una città qualunque – afferma Ricci – Fortemente legata all’elaborazione colta e popolare del passato, considera il dialetto come una calata, un sentimento dimezzato della realtà. Il bando che andiamo a presentare non è rivolto al passato, bensì al futuro, in grado di riallacciare il dialogo tra le varie generazioni. La città è cambiata, forse più delle altre – prosegue Ricci – e paga un prezzo particolarmente alto..”

Franco Giuliani, presidente associazione Tuscia dialettale in uno scritto letto da Ricci ha sostenuto: “Il dialetto rappresenta la nostra etichetta, la radice, la carta d’identità. Esso fa parte del patrimonio culturale lasciatoci in eredità, una lingua di mezzo che identifica, dona nuovi fatti alle parole. A volte armonizza, a volte esagera. Amare il dialetto significa amare se stessi.”

La giuria sarà composta da Antonello Ricci, Paolo Bracaglia, Pietro Benedetti e, a sorpresa, Massimo Mecarini, il presidente del Sodalizio di facchini di S. Rosa nonchè nipote di Edilio, appassionato di versi dialettali.

Anche il Comune di Viterbo ha dato il proprio sostegno organizzativo all’evento.

“Anni fa – racconta Ostelvio Celestini – nacque un’associazione tra amici con lo scopo di diffondere le tradizioni e quanto di buono, umano e genuino è stato fatto. Ricordo Salvatore di Pietro, Edilio Mecarini, Emilio Mancini, Alvaro Pasquini.”

Nei prossimi giorni si dialogherà con i dirigenti delle scuole per consentire la stesura degli scritti all’inizio del nuovo anno scolastico. L’esito del concorso per gli studenti delle primarie sarà notificato entro i primi di novembre. Gli altri bandi invece, sempre progettati dal Comitato festeggiamenti “piascaranesi” col patrocinio e il sostegno economico del Comune, troveranno coronamento già a settembre, nell’ambito della Festa dell’uva 2017, giorno nel quale verrà presentata un’antologia, in fase di elaborazione, degli scritti letterari di Emilio Maggini, dal titolo “Poesie e prose in dialetto viterbese”, sostenuta dall’editore Davide Ghaleb.

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