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Legge elettorale: M5s all’attacco. Pd lavora al ‘Rosatellum’. Fiano relatore

L.elettorale: Fiano nuovo relatoreNon si smorza la polemica sulla legge elettorale dopo il ritiro del testo base di riforma in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Mentre cambia il relatore: Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione prende il posto di Andrea Mazziotti. Il Movimento cinque stelle va all’attacco, mentre il Pd definisce la propria proposta di legge con metà dei deputati eletti con i collegi e metà col sistema proporzionale. Intanto il premier Paolo Getiloni dalla Russia ribadisce che si tratta di un tema di spettanza parlamentare.

IL ROSATELLUM – 303 deputati eletti in altrettanti collegi uninominali, altrettanti eletti con metodo proporzionale senza meccanismo di scorporo in circa 80 circoscrizioni sub regionali, in listini bloccati di quattro nomi. Questa l’architettura della proposta del Pd sulla legge elettorale, denominato Rosatellum, dal nome del capogruppo Ettore Rosato. Il testo che l’Ansa ha visionato, sarà presentato in Commissione Affari costituzionali della Camera dal relatore. La proposta Pd è molto diversa dal sistema tedesco, ma appartiene a quelli che in gergo tecnico sono chiamati “grabensystem” (sistema a fossato), con una netta separazione tra parte maggioritaria e parte proporzionale. La proposta, non modifica il metodo proporzionale per eleggere i 12 deputati esteri, e conferma i collegi uninominali per il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta. I 606 deputati restanti vengono appunto eletti per la metà in collegi uninominali a turno unico, e per metà con metodo proporzionale in listini bloccati di massimo quattro candidati, come era per il Mattarellum. La sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum ha detto che le liste bloccate sono ammissibili purché corte perché permettono la conoscibilità dei candidati. DI qui la scelta di limitare a quattro i nomi. Questo comporta che le circoscrizioni siano più piccole delle 23 del Mattarellum: saranno tra le 80 e le 100 (come i collegi dell’Italicum) e su questo c’è una delega al governo a disegnarle. L’altro aspetto che accentua il sistema a fossato, cioè la separazione tra maggioritario e proporzionale, e l’assenza dello scorporo, che invece era presente nel Mattarellum: questo meccanismo sottraeva (scorporava) i voti presi dai partiti nei collegi da quelli della parte proporzionale, così da favorire i piccoli partiti. Nel Rosatellum il proporzionale è puro. Quanto alla soglia essa è indicata nel 5% su base nazionale, mentre nel Mattarellum era al 4% e nell’Italicum al 3%. La scheda che avrà l’elettore sarà unica, in questo uguale allo “stimmzettel” tedesco: sulla sinistra dovrà barrare il nome dei candidato del collegio uninominale e sulla sinistra apporre una croce sul simbolo del partito.

M5S ALL’ATTACCO – “Il Pd ha confessato: vuole un Anticinquestellum per fare delle accozzaglie elettorali tipiche della Prima Repubblica. Non gli interessa la migliore legge elettorale per il Paese, ma solo una norma-porcata contro il M5S. Avevamo anche aperto a dei correttivi di governabilità sul Legalicum, ma ai Dem non interessa, hanno forzato la mano in commissione, bocciando il testo base”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali. “Persino il presidente della commissione Mazziotti si è detto stupito di questo repentino cambio d’idea. Il Verdinellum è una legge abominevole che favorisce le ammucchiate, non ha le preferenze, ed ha i collegi disegnati in modo da favorire i potentati locali e la compravendita dei voti”, aggiungono i deputati M5s membri della commissione Affari costituzionali. “Renzi, se continuerà ad andare avanti a colpi di maggioranza, andrà a sbattere – concludono gli esponenti pentastellati – così come è successo con l’Italicum, approvato a colpi difiducia, e poi bocciato dalla Consulta, e con la riforma costituzionale, varata senza il consenso delle opposizioni, e respinta a furor di popolo”.

GENTILONI SI CHIAMA FUORI, E’ COMPETENZA DEL PARLAMENTO – “Non vorrei sconvolgere i giornalisti russi parlando della legge elettorale italiana. Il governo fin dall’inizio ha detto che questa materia è di competenza del parlamento e che noi ci saremo limitati a seguire questo lavoro”. Lo ha detto il premier Gentiloni rispondendo ad una domanda sulla legge elettorale in conferenza stampa con Vladimir Putin a Sochi

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