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Roma in mostra dal passato al presente

Dalla cronaca alla vita quotidiana, dai danni della guerra alle difese messe in atto per proteggere i beni culturali, dal potere romano alla bellezza della Città Eterna, lungo un arco temporale che va dagli anni quaranta del XIX secolo fino ai primi anni del XXI. E’ un affascinante percorso tra il passato e il presente quello proposto dalla mostra gratuita Alfabeto Fotografico Romano, organizzata dall’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione e dall’Istituto centrale per la grafica, allestita a Roma presso Palazzo Poli dal 16 maggio al 2 luglio. Come in un lungo racconto della storia della fotografia a Roma, della sua produzione e della sua divulgazione in ambito istituzionale, la mostra (a cura di Maria Francesca Bonetti e Clemente Marsicola) presenta i contributi di alcuni dei principali fotografi del panorama italiano e internazionale di ieri e di oggi. Il percorso inizia infatti dai pionieri, come Eugène Constant, James Anderson, Adolphe Braun, Giorgio Sommer e John Henry Parker, professionisti che portarono in Europa le immagini di Roma e dell’arte dei suoi musei, e come Giovanni Gargiolli che fu direttore del Gabinetto Fotografico Nazionale. Ma c’è spazio anche per lo sguardo di grandi artisti-fotografi contemporanei, tra cui Luigi Ghirri, Guido Guidi, Elisabetta Catalano, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Olivo Barbieri, Letizia Battaglia, Claudio Abate, Giorgia Fiorio e Paolo Ventura. Le oltre 300 opere esposte, fornite da ben 30 archivi fotografici (tra cui Soprintendenze, Biblioteche, Istituti, e alcuni musei, come i Musei Vaticani e il Maxxi) e selezionate tra milioni di immagini, ruotano attorno a 21 temi, uno per uno per ogni lettera del nostro alfabeto – Acque, Bellezza, Cronaca, Danni, Esplorazioni, Feste, Giochi, Habitat, Incontri, Lavoro Mostre, Nudo, Oltremare, Potere, Quotidianità, Radici, Spettacoli, Trasporti, Urbanistica, Viaggi, Zibaldone – costruendo una sorta di “archivio fotografico unitario”. Da un lato l’obiettivo è quello di riunire, almeno a livello virtuale, i vari fondi conservati nelle rispettive realtà istituzionali, dall’altro quello di offrire al visitatore una testimonianza esaustiva della ricchezza del patrimonio fotografico italiano. A corredo della mostra anche un catalogo, edito da ICCD, riccamente illustrato da oltre 220 tavole con le immagini delle fotografie e le schede scientifiche di tutte le opere, nonché dalle schede dei diversi archivi partecipanti.

“Questo progetto è nato 3 anni fa e si inserisce perfettamente nella linea politica del ministro Franceschini che proprio qui, all’Istituto centrale per la Grafica, ha inaugurato lo scorso 6 aprile gli Stati Generali della Fotografia per tutelare e valorizzare il linguaggio fotografico come patrimonio nazionale”, ha detto Clemente Marsicola, curatore della mostra insieme a Maria Francesca Bonetti. E proprio a proposito della ‘cabina di regia’ che il ministro Franceschini ha costituito per rilanciare la fotografia, l’esposizione “farà parte di un grande portale, in cui sarà disponibile il censimento di tutti gli archivi fotografici, pubblici e privati”. “Nonostante le difficoltà di mettere insieme 30 istituti, tutti i partecipanti hanno collaborato con grande disponibilità”, ha poi proseguito Marsicola, “anzi la mostra ha permesso di far emergere relazioni inedite tra i vari archivi, con la possibilità in futuro di ricostruire interi fondi fotografici”.

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