| categoria: editoriale

Proroghiamo lo stop agli sbarchi e vediamo l’effetto che fa

Bloccare gli sbarchi dei migranti evidentemente si può. Basta una volontà politica condivisa. In occasione del G7 a Taormina un cordone sanitario impedirà che i barconi si accostino alle spiagge e ai porti siciliani e calabresi, ragioni di sicurezza. Ma allora i migranti sono pericolosi? Si teme per la incolumità dei Grandi? A noi raccontano che quelli che arrivano tutti i giorni non sono affatto pericolosi, anzi. Sono dei poveracci in cerca di un futuro e in fuga dal disastro. In questi giorni non potranno salvarsi, la Marina Militare e la Guardia Costiera li lerrà a distanza. E le Ong come faranno? Ci saranno naufragi, vittime che ricadranno sulla coscienza dei G7? Sacrificati sull’altare della sicurezza? Affrontiamo il problema da un altro punto di vista. Il caso Taormina è paradigmatico, consente di capire che se e quando serve il rubinetto del flusso continuo di migranti può essere interrotto senza che nessuno si scandalizzi. E allora reiteriamo questo strumento di controllo, proroghiamolo per un tempo sufficiente a valutare la sua efficacia dissuasiva. Facciamo come per la pesca, che viene bloccata a perodi determinati per riportare in equilibrio il sistema ittico nelle diverse aree del Meditgerraneo: impediamo che il fenomeno migratorio in forme così massicce avvenga per certi periodi e vediamo l’effetto che fa. Se ai mercanti di uomini non dovesse più convenire tenere in piedi la giostra dei barconi magari le cose cambierebbero (in meglio) per tutti.

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