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Chi paga il nuovo comunicatore di Renzi? Il popolo italiano

Come era prevedibile Matteo Renzi ha cambiato faccia e “voce” al Pd, togliendo di mezzo ogni ostacolo “ingombrante”. I prossimi mesi saranno duri, servono immagini e idee nuove, serve compattezza. E niente dissenso. Dunque nuova formazione per la segreteria.- Accanto al vice Maurizio Martina ci sarà Lorenzo Guerini, con il ruolo di coordinatore. La governatrice del Friuli Debora Serracchiani, ora vice segretario del Pd, non farà invece più parte della segreteria. Fuori da tutto anche il ministro della giustizia Orlando. Vale a dire, niente gestione collegiale della segreteria. Renzi vuole una persona di estrema fiducia nel ruolo più nevralgico e sta finendo di sistemare il puzzle: giustizia, scuola, ricerca. Di sicuro oltre a Matteo Richetti come portavoce e Michele Anzaldi alla Comunicazione, ci sarà Tommaso Nannicini al Programma. Espontenti vicini a Orfini e Martina presidieranno lo spazio delle correnti alleate. Quella del deputato Pd Michele Anzaldi a responsabile della comunicazione è una scelta cruciale, rappresenta una svolta. Significa cambiare tutto e l’allontanamento di quello che fino ad ora aveva accompagnato il capo come un’ombra e gestito in toto il personaggio e i twitter di Renzi, Filippo Sensi è l’elemento più importante del quadro. Quel signore piuttosto in carne che compariva in tutte le immagini e in tutte le riprese era l’ispiratore e il finalizzatore della strategia social dell’ex premier. Certe forzature vengono attribuite a Sensi e la svolta impone un cambio di cavallo. Il potere che l’ex numero uno della comunicazione renziana aveva raggiunto a Palazzo Chigi era davvero notevole. Se ne è servito anche il premier Gentiloni. Ma è chiaro, la flemma di Sensi mal si addiceva alla durezza dello scontro che si profila. E dunque dentro Michele Anzaldi, ruspante palermitano nato giornalista ambientalista e finito parlamentare della Repubblica, con in mezzo molteplici esperienze che vanno dalla redazione di Milano, Italia gestione Riotta (di cui è cognato) alla responsabilità dell’ufficio stampa del comune di Roma, gestione Rutelli. Come accadeva con la coppia Berlusconi-Bonaiuti, ci si trova di fronte ad una singolare situazione: Anzaldi è parlamentare e riceve una lauta indennità. Rinuncia a Montecitorio o mantiene due incarichi? Viene pagato anche come portavoce del segretario del Pd? O va a finire che il portavoce di Renzi, privato cittadino per ora, lo paghiamo noi contribuenti?

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