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QUI VITERBO/ Sosteniamo le start- up attraverso il microcredito

MICROCREDITOdi WANDA CHERUBINI-

Sosteniamo le start- up attraverso il microcredito. E’ questa l’iniziativa presentata presso la Banca di Viterbo dal suo direttore Massimo Caporossi, dal responsabile settore crediti speciali ed agevolati, Raimondo Tamantini, dal direttore generale di Microcredito, Diego Rizzato, dal direttore di Confartigianato di Viterbo, Andrea De Simone e dal presidente dell’Ordine dei commercialisti di Viterbo, Marco Santoni.

35 mila euro è la cifra che si può ottenere con il microcredito rivolto alle nuove imprese nei loro primi cinque anni di vita. Un aiuto concreto a tutti quei giovani che vogliono realizzare il proprio sogno, ma che finora non hanno potuto farlo per le impossibilità di ricevere finanziamenti. Parola d’ordine del microcredito è, comunque, tutoraggio. Le imprese, infatti, verranno supportate da tutor qualificati per evitare quella moria di aziende, che anche la Tuscia, purtroppo, si conta.

Il direttore Caporossi ha evidenziato come la Banca di Viterbo abbia scelto di aderire al gruppo Cassa centrale banca a tutela del territorio ed ha affermato: “In tanti parliamo di territorio, ma dalle parole, spesso, rimangono concetti vuoti. Vogliamo, invece, dare contenuti a questi concetti. Essendo una banca locale possiamo continuare a vivere solo se l’impresa c’è e sono convinto che il Microcredito italiano possa svolgere questo ruolo”.

Presenti stamani anche l’assessore comunale Sonia Perà che ha evidenziato l’attenzione sempre mostrata dalla banca al territorio ed ha rimarcato come questo tipo di iniziativa sia di grande pregio.

Presente per l’Università della Tuscia la dott.ssa Fausto, prorettrice, che ha affermato: ” E’ questo un servizio offerto al territorio e che può farlo crescere con competenze che possono portare ad un vantaggio reale alle nostre imprese. L’università è un ente che fa cultura ed apporta competenze. Abbiamo grandi potenzialità che se utilizzate al meglio possono portare ad una crescita in tutti i settori e dare opportunità reali”.

La parola è, quindi, passata al direttore generale del Microcredito Italiano, Diego Rizzato, che dopo essersi complimentato con la Banca di Viterbo, che per prima ha creduto in questo progetto e dopo aver evidenziato come il microcredito sia già operativo, avendo erogato già alcuni finanziamenti, ha ricordato come nel 2014, in pieno periodo di crisi, il legislatore abbia pensato a questa idea: ovvero permettere di accedere al credito in modo più semplice, visto che l’accesso per i ragazzi che avviano delle start-up risultava ed è tuttora difficilissimo. “Questi ragazzi sono considerati non bancabili – ha affermato – Questa è una triste realtà. Il legislatore, quindi, con decreto n°176 del 17 ottobre del 2014 ha fatto nascere un nuovo soggetto, l’operatore del microcredito, dandogli una somma di credito da poter erogare alle nuove imprese. Si parla di un credito per un massimo di 35 mila euro ad azienda, sorta da non più di 5 anni. Si tratta di un semplice finanziamento o leasing con durata massima di 7 anni. I primi 25 mila euro vengono erogati subito, la parte restante solo se vengono pagate le prime sei rate e viene raggiunto l’obiettivo minimo fissato. 35 mila euro sono una cifra che spesso può fare la differenza – ha rimarcato Rizzato – Il microcredito è uno strumento potente. Lo Stato ha messo a disposizione una parte dedicata del fondo di garanzia per il microcredito. La garanzia statale è gratuita ed in 15 giorni la si ottiene”. Rizzato ha, però, posto l’accento su una caratteristica distintiva: il tutoraggio. “Il tutore è l’elemento cardine del microcredito e chi fa microcredito deve erogare almeno due servizi di tutoraggio: nella prima fase di attività e poi nel monitoraggio dell’iniziativa. Avere un tutor è una differenza sostanziale. Qundi, la formazione dei tutor è importante. Noi lavoriamo su tutor del territorio, che conoscono fisicamente il soggetto che viene finanziato. La Banca di Viterbo ha capito quanto può incidere questa attività sul territorio. Il Ministero, infatti, ha messo una garanzia dell’80 per cento del fondo e la Banca d’Italia nel 2015 ha emanato decreti attuativi per l’iscrizione di operatori del microcredito. Il fondo di garanzia del microcredito è stato aperto anche alle banche, a luglio del 2015. Poche banche fanno microcredito in via diretta. Si è pensato, quindi, di trovare un modello per il quale le banche possano fare microcredito. La banca fa così microcredito attraverso una struttura dedicata che è l’operatore di Microcredito Italiano spa. La Banca di Viterbo ha stilato questa convenzione con noi. Le realtà che vorranno avviare un’impresa saranno da noi intercettate e diventeranno nuovi clienti della banca stessa”.

I tutor del microcredito possono essere associazioni di categoria, consorzi fidi nuovi, università, professionisti e loro associazioni, gli incubatori di impresa, le società di formazione e lavoro. “Dai dati forniti dall’ente nazionale microcredito – ha concluso Rizzato – ogni milione erogato arriva a realizzare 100 posti di lavoro. Pensiamo, come secondo step, di lanciare anche un microcredito per la Tuscia di 5-6 milioni di euro, con un tasso sull’obbligazione più alto dei tassi di oggi”.

Il presidente della Camera di Commercio di Viterbo, Domenico Merlani ha detto: “Come ente camerale spingiamo molto sull’autoimprenditorialità. Dobbiamo creare una cultura di autoimprenditorialità sana, che sia ben tutorata. Dobbiamo lavorare su questo. Arrivare ad alzare la percentuale delle imprese che sopravvivono è già un grosso risultato. Viterbo è una piccola realtà fatta di piccole e micro imprese, che è riuscita a superare il guado. Grazie a chi viene, quindi, sul nostro territorio a portare una speranza in più”.

Il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Viterbo, Marco Santoni ha aggiunto: “L’ordine è sensibile alle problematiche della cultura di impresa ed al microcredito. Dobbiamo avere grande rispetto per le piccole imprese. Non possiamo aspettarci che arrivi la grande industria ad assumere migliaia di persone. Invece, le piccole imprese rappresentano la nostra ossatura. Far crescere poi il nostro territorio permette ai nostri giovani non solo di essere competitivi all’estero, ma di avere ancora delle chance per rimanere sul territorio stesso. E’ un impegno che tutti quanti ci dobbiamo assumere. Sosteniamo le start- up, di chi vuole fare impresa semplice. Nel 2016 nella nostra provincia sono state più le imprese che hanno chiuso rispetto a quelle che hanno aperto. Ma fare impresa deve essere una cosa seria, non deve essere il “rifugium peccatorium”. Questo sistema del microcredito, quindi, attraverso il tutoraggio, ha fini profondi ed innovativi. L’Ordine accoglie questa iniziativa, quindi, in maniera entusiasta”.

Infine, la parola è passata al direttore della Confartigianato di Viterbo, Andrea De Simone, che ha esordito dicendo: “Per me è un orgoglio rappresentare la Confartigianato a questo tavolo, che non è un tavolo occasionale. Abbiamo già dato risposte importanti con la Banca di Viterbo in questo ambito: le banche da un lato ed i Confidi dall’altro sono riusciti a far mantenere in vita sul territorio molte aziende. Con il microcredito siamo ora i quarti in Italia a partire e con orgoglio posso affermare che si è partiti da Confartigianato insieme ad altri imprenditori. Il Microcredito è un società per azioni. Oggi siamo ad un primo passo e consentiremo alle prime 50-60 aziende di avere questa opportunità. Abbiamo però bisogno di capitali, che Viterbo cresca con il microcredito. L’appello, quindi, che facciamo alla città è di credere nel microcredito. Il nostro solgan è “La nostra garanzia sei tu”, ovvero che la garanzia diventa lo stesso progetto, l’idea. Come Confartigianato siamo tutor di questo progetto e ci rivolgiamo a tutti i ragazzi invitandoli a venirci a trovare nella nostra sede”.

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