| categoria: sanità

IL PUNTO/ E adesso chi scoverà i renitenti al vaccino

Ancora non si sa quanti possano essere i bambini da sottoporre all’operazione. Certamente più di un milione. E mettere in sicurezza il popolo italiano non sarà facile. Scuole, Asl e forse anche Tribunali minorili saranno investiti da una pioggia di casi da risolvere rapidamente. Il provvedimento produrrà i suoi effetti già dall’anno scolastico 2017-2018, se i tempi verranno rispettati. Ma il rischio è che negli uffici e strutture pubbliche si crei il caos.

Mario Provvedi

Dopo l’epico scontro in Consiglio dei ministri tra Fedeli e Lorenzin il decreto sui vaccini adesso c’è. Ma come applicarlo con un minimo di criterio, di ordine. Qualche giornale più attento si è fatto i conti, noi ci possiamo porre le domande. Per tener fede al dettato del decreto bisogna mettere in piedi una macchina da guerra, nel nostro paese, si sa, tutti sono bravi a parlare a decidere. Ma quando si tratta di fare….Insomma per quanto riguarda la questione vaccini scopriamo che lo sforzo per mettere in sicurezza il popolo italiano sarà enorme, come enorme è il numero di bambini e ragazzi da mettere in regola con le vaccinazioni. Scuole, Asl e forse anche Tribunali minorili saranno investiti da una pioggia di casi da risolvere rapidamente per rendere operativo il decreto legge. E le cose vanno fatte subito, se non che prevenzione è? Il provvedimento produrrà i suoi effetti già dall’anno scolastico 2017-2018, se i tempi verranno rispettati. Ma il rischi – concretissimo – è che un po’ dovunque, negli uffici e strutture pubbliche si crei il caos. Qualsiasi provvedimento, qualsiasi riforma in Italia viene digerita per gradi, qui si pretende – vedi l’urgenza del provvedimento – di andare a regime subito, di avere le liste pronte e la gente fuori della porta delle Asl (o delle scuole) fin da domani mattina.

Anche perché sono previste sanzioni salate per gli inadempienti. E chi le applicherà, la Asl, la scuola? Verranno i vigili a casa? Vigileranno presidi, insegnanti e bidelli? Ci si dovrà presentare con il certificato? Quanti distinguo ci saranno, quante deroghe, chi controllerà? E i Tribunali dei minori, le Procure, dovranno essere investire e con quali risorse faranno fronte? Non risulta ancora che il governo abbia con i suoi potenti mezzi mediatici spiegato alla popolazione cosa deve fare. Gli italiani alla fine sono diligenti, in questi casi, ma qualche spiegazione la pretendono.

Torniamo ai numeri. Qualcuno a spanne ha azzardato delle stime basandosi sull’anti morbillo , che ha ha i tassi di coperture più bassi tra le 12 vaccinazioni adesso obbligatorie” , cioè intorno all’85% nel 2015. Chi non lo ha fatto, a 13-15 mesi di vita, molto probabilmente ha saltato anche l’esavalente che si fa a 3 mesi e ha coperture assai più alte. In quest’ottica sarebbero non meno di ottocentomila i soggetti non in regola con l’anti morbillo alle materne, elementari, medie e superiori, suggeriscono gli addetti ai lavori.
La situazione più complicata è quella delle elementari, dove i bambini non in regola sarebbero quasi 290mila. Secondo il decreto del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, ridefinito dopo le pressioni del ministero all’Istruzione, le scuole che appureranno irregolarità al momento dell’iscrizione dovranno segnalare i genitori alla Asl. Da qui si inviterà la famiglia a un colloquio, si cercherà di convincerla, e in caso di rifiuto a vaccinare il figlio scatterà una sanzione da 500 a 7.500 euro. Poi potrebbe anche partire una segnalazione per il Tribunale dei minori, con l’avvio di un complicato percorso giudiziario. Per i dati delle materne e dei nidi le stime sono molto più complicate; quanti bambini tra i 3 e i sei anni frequentano le prime, e quanti piccolissimi i secondi? Poche certezze, tanta confusione. Basta questo scenario per far capire a che cosa si va incontro e per immaginare quanto il nuovo sistema peserà sulle Asl, che in certe Regioni faticano ad assicurare le vaccinazioni nei tempi giusti, in particolare quelle più nuove, come l’anti meningococco B. Ovvio che sarà dura per i dirigenti scolastici. Resta da decidere chi farà qualcosa per convincere gli italiani renitenti, chi farà loro cambiare idea, chi alla fine tutelerà sul serio la popolazione italiana.

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