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MANCHESTER/ Fermato il fratello del kamikaze, tre nuovi arresti. Massima allerta nel paese

125726089-ef8792f3-0243-42d1-b977-fd11413d7c71Salman Abedi, il kamikaze che ha ucciso 22 persone, la gran parte adolescenti, al concerto di Manchester facendosi saltare in aria, era rientrato di recente dalla Libia. Lo ha raccontato al Times un suo amico dell’università di Salford, ateneo in cui anche l’attentatore risultava iscritto: “Era andato in Libia tre settimane fa ed era tornato da pochi giorni”.

La polizia e l’intelligence britannica stanno ora cercando di stabilire se nel suo viaggio in Libia il giovane sia stato addestrato in un campo jihadista. E dalla Francia giungono notizie che il giovane di recente si sia recato anche in Siria. Così dichiara il ministro degli Interni francese Gerard Collomb che ha aggiunto che Salman avrebbe dato prova dei suoi legami con l’Isis.

Abedi era noto ai servizi di sicurezza per i suoi rapporti con Raphael Hostey, 24 anni, anche lui di Manchester e che si faceva chiamare Abu Qaqa al-Britani da quando era andato in Siria a combattere. Hostey è un reclutatore di combattenti dello stato islamico (Isis) da mandare in Siria ma non è chiaro se anche Salman Abedi fosse annoverato tra i 350 jihadisti noti all’intelligence e ad alta pericolosità. Con una formula ambigua, il ministro degli Interni inglese Amber Rudd sostiene che Abedi era conosciuto dai servizi inglesi e dalla polizia “fino a un certo punto”.

Non solo. “Sembra probabile” che il kamikaze dell’attacco di Manchester “non abbia agito da solo”, così ancora il ministro Rudd. E dall’intelligence Usa emergono altri particolari. I familiari dell’attentatore di Manchester Salman Abedi avrebbero in passato avvertito le autorità britanniche della pericolosità del giovane. Questo ha riferito alla Nbc un funzionario dei servizi americani. Inoltre, la bomba utilizzata da Abedi, sarebbe stata “grande e complessa”, realizzata con materiali difficili da ottenere nel Regno Unito. “E’ quasi impossibile che non abbia avuto aiuto”.

Oggi giornata intensa sul fronte delle indagini, in questi minuti nel centro di Manchester è in corso un raid della polizia, al quale
prendono parte le forze speciali antiterrorismo. Ne dà notizia il Manchester Evening News su Twitter.

Ieri le forze di sicurezza hanno perquisito l’abitazione di Abedi a Fallowfield, nella zona meridionale di Manchester e, secondo fonti non ufficiali, avrebbero arrestato il fratello Ismail, 23 anni, tuttora sotto custodia e da ore sottoposto a interrogatorio. E oggi la polizia di Manchester ha eseguito altri tre arresti, sempre nella zona meridionale della città, dove ieri era stato fermato il fratello di Salman. Sarebbero quindi quattro in tutto, al momento, le persone finite in manette nelle indagini sull’attentato all’arena.
Quanto ai possibili legami familiari con gruppi legati allo jihadismo, secondo alcuni media libici Ramadan Abedi, il padre di Salman, sarebbe conosciuto in Libia per la sua attività politica, “un federalista della Cirenaica che vuole la decentralizzazione e più poteri per un’autorità regionale dell’est” della Libia “ma non sembra abbia alcuna idea religiosa estremista”. Così riporta il sito Libya Herald citando “fonti”. “Lo stesso viene detto di Salman”, aggiunge il sito. Circa l’origine della famiglia, l’Herald ricorda che il cognome Abedi è una variazione di “Obaidi”, derivante dalla tribù “Obaidat” insediata nelle aree di Tobruk e Gubba nell’est della Libia. “La città di Manchester è conosciuta con uno dei centri di maggior concentrazione della diaspora libica nel Regno Unito e nel mondo”, sostiene il sito.

Intanto prosegue il riconoscimento delle 22 vittime – dieci finora quelle identificate – tra le quali anche due cittadini polacchi la cui morte è stata confermata anche dal ministero degli esteri di Varsavia. Ma si teme che il bilancio possa salire. Salgono a 119 i feriti, di cui almeno 20, tra cui 12 bambini, ricoverati negli ospedali di Manchester dopo l’esplosione, restano “in condizioni critiche”. “Hanno subito ferite orrende, alcuni di loro hanno subito danni agli organi vitali e altri rischiano di perdere gli arti” ha dichiarato Jon Rouse funzionario della Greater Manchester Health and Social Care.

Resta “critico” il livello d’allerta nel timore che si possano verificare altri attentati. La premier inglese Theresa May ha infatti parlato di pericolo “per un nuovo attacco imminente”. Si tratta del massimo livello dichiarato da Downing Street dagli attacchi alla metropolitana di Londra, nel 2007. Ciò comporta anche la presenza di soldati in strada, decisione del tutto eccezionale in Gran Bretagna. Si comincia da alcuni luoghi strategici di Londra – inclusi Westminster e Downing Street – che da oggi sono anche sotto protezione militare. La consueta cerimonia del cambio della guardia a Buckingham Palace è stata cancellata ed è stato chiuso ai visitatori il palazzo di Westminster.

“Sono 3.800 i militari che saranno dispiegati nel Regno Unito nell’ambito dell’operazione Temperer, in vigore da oggi per rafforzare la sicurezza nel paese”, così ancora il ministro Rudd. Misure speciali previste anche per le finali della Coppa FA, prevista a Wembley sabato prossimo, e del campionato di rugby, che si terrà sempre nel weekend a Twickenham

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