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PUGLIA/ Convivere con la Xylella per batterla

Di Alessandra Bianco
“Per combattere la xylella dobbiamo imparare a convivere con il batterio. I primi risultati della ricerca in questa direzione sono molto positivi. L’eradicazione degli ulivi malati imposta dall’Europa è legge e va rispettata, ma sempre di più sono le sperimentazioni di cura dei sintomi da disseccamento portate avanti autonomamente dagli agricoltori sugli ulivi infetti che ci fanno pensare che possa esistere una soluzione diversa all’abbattimento”. Così parla Gianluigi Cesari, esperto in agroecologia e segretario della task force contro la Xylella della Regione Puglia, “nata – spiega – per volontà del governatore Michele Emiliano nel novembre 2015 con l’intento di creare un’agorà della ricerca scientifica, un organismo consultivo a supporto degli organi regionali che potesse rompere il monopolio per la gestione dell’emergenza che si era verificato dal 2013 al 2015. Un risultato è già stato ottenuto. Si è migliorato il metodo di monitoraggio della zona infetta e tampone e si è dato ascolto e dignità ad un tipo di ricerca alla quale non si era dato spazio: la convivenza col batterio e la cura degli alberi infetti, perché per combattere la Xylella non c’è una sola soluzione. Ne vanno individuate tante da utilizzare in maniera sinergica a seconda dei casi.
Il contenimento del vettore è possibile con il lavoro meccanico sul suolo, una buona pratica che consente di limitare gran parte della popolazione di sputacchina, l’insetto vettore del batterio. Se a questo aggiungiamo la possibilità di reintrodurre varietà di ulivi tolleranti alla malattia – come spero l’Unione Europea permetterà – e la potatura delle parti di alberi infette, la combinazione di queste azioni potrebbe creare una condizione così difficile per il batterio da portare nel tempo alla sua estinzione. Una situazione simile a quella attualmente presente nel barese dove sicuramente il batterio è passato, ma gli agricoltori inconsapevolmente arando, potando e trattando gli uliveti non hanno dato possibilità di insediamento”.
Parole piene di speranza per la Puglia, quelle di Cesari, il giorno dopo che si è diffusa un’altra notizia allarmante: la sputacchina sarebbe presente anche sulle spighe di grano.
“È un errore alimentare allarmismi senza alcun supporto scientifico – afferma il senatore Dario Stefàno, capogruppo in commissione agricoltura del Senato e già assessore regionale all’agricoltura in Puglia – la nostra bussola deve essere la scienza, che non ha mai avvalorato il rischio di contagio sul grano. Sforziamoci di supportare la ricerca con risorse e strumenti idonei, affinché continui a lavorare e con ancora maggiore determinazione e coraggio”.
“C’è chi vuole vedere la situazione drammatica e chi ci vuole speculare – continua Cesari. – La verità è che la sputacchina sul grano non è una scoperta. L’insetto può posarsi su qualsiasi stelo di gramminacea spontanea, quindi anche sul grano. Non si può fermare il vento con le mani, ma la Xylella sul grano non c’è, e la sputacchina non è un insetto previsto nella lotta integrata su questo cereale. Inoltre, non ci sono coltivazioni di grano in Salento, in Puglia sono concentrate nella zona di Foggia, sul tavoliere. Se la lotta all’inerbimento ha un senso, non può averla quella su cereali o ortaggi. Il decreto ministeriale è chiaro: parla di piante spontanee, non produttive. Utilizzare pesticidi sulle colture per contenere la sputacchina è una follia: i trattamenti a tappeto non garantiscono lo sterminio della popolazione, ma anche qualora raggiungessero lo scopo non sarebbero legali poiché non ci sono prodotti registrati per la distruzione di questo insetto, né parametri di lotta integrata. Chi dovesse imboccare questa strada rischierebbe una multa da 5000 a 20mila euro” avverte il segretario.
Intanto Bruxelles ha aperto uno spiraglio sul fronte del rimpianto di ulivi resistenti alla Xylella nelle zone infette. “Un risultato positivo che ci fa sperare in una modifica delle limitazioni imposte dall’Ue, sì da dare respiro all’olivicoltura salentina fortemente provata dalla batteriosi” commenta l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia. La bozza di proposta di modifica della Decisione di esecuzione 789/2015 (relativa alle misure per impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa) è stata presentata al Comitato fitosanitario permanente ed accolta da tutti gli Stati membri ad eccezione solo della Francia. Sarà discussa il prossimo 19 giugno.
“Le principali modifiche – chiarisce l’assessore – riguardano la deroga al divieto di impianto in zona infetta, escluso la zona di 20 km a ridosso della zona cuscinetto, delle varietà di olivo risultate tolleranti: Leccino e Favolosa; la tutela degli olivi monumentali non infetti, attraverso strutture con reti anti insetto, nel caso questi ricadano nell’area di cento metri, intorno ad una pianta infetta; la riduzione della zona cuscinetto da 10 a 5 chilometri per i focolai isolati e che si trovino in specifiche circostanze.
Inoltre – fa sapere di Gioia – l’Amministrazione Regionale ha individuato le risorse finanziarie necessarie a compensare gli agricoltori per il danno subito e i costi sostenuti, per l’estirpazione delle piante infette da Xylella fastidiosa”. L’indennizzo sarà riconosciuto per singolo albero abbattuto e andrà da un minimo di 188 euro ad un massimo di 261 per pianta.
Riflettori puntati anche sulle filiere. “La ricerca è fondamentale ma necessita dei propri tempi per ottenere dei risultati concreti, intanto vanno ascoltate le esigenze degli agricoltori e dell’intero sistema agricolo pugliese – dice la biologa Elvira Tarsitano, responsabile del dipartimento agricoltura del PD Puglia. – Stiamo lavorando per dare maggiore attenzione a tutte le filiere prendendo in debita considerazione anche la promozione dei contratti di filiera. Al di là di tutto ho una certezza che mi da fiducia: l’ulivo ha una capacità di resilienza straordinaria dalla quale avremmo tutti da imparare”.

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