| categoria: Roma e Lazio

PIANO RAGGI/ Quegli 800 euro ai rom romani scatenato le proteste

E’ bufera sul piano Rom della Raggi. Una buona fetta di romani si sente truffata e non è questione di razzismo. Vogliamo diventare tutti rom, è lo slogan polemico e ironico. Chiudere i campi significa creare una nuova classe di privilegiati, con un totale fraintendimento delle direttive Ue?
Per smantellare i campi rom e aiutare i nomadi a basso reddito la giunta di Virginia Raggi fa impallidire la “mancia” di Renzi, altro che quei miseri 80 euro, noi ne mettiamo in campo 800. Perché la Raggi è pronta a erogare un bonus casa ad hoc per sinti e caminanti che vivono nelle baraccopoli. Si partirà dai residenti di due campi, La Barbuta e Monachina, che verranno smobilitati entro due anni. Nei dossier che circolano in Campidoglio, il «contributo per l’affitto», come l’ha chiamato ieri in conferenza stampa l’assessore al Sociale Laura Baldassarre, arriva fino a 800 euro. Sarà un bonus inversamente proporzionale al reddito: verrà quindi erogato al 100% per gli indigenti e si ridurrà via via che aumentano i mezzi di sostentamento dei nuclei familiari censiti. Il sistema immaginato a Palazzo Senatorio prevede che il contributo venga accreditato a fine mese direttamente sul conto corrente delle famiglie che ne faranno richiesta. I nuclei familiari dovranno fornire quindi un iban, e questo permetterà all’amministrazione anche di controllare – grazie a protocolli d’intesa che il Campidoglio vuole siglare con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate – i movimenti bancari di chi ottiene l’assistenza comunale. L’alternativa al bonus sono gli alloggi popolari. Ma non tutti i 4.500 rom censiti nei 9 villaggi attrezzati gestiti dal Comune ne avranno diritto. Soltanto quelli che, dopo gli accertamenti patrimoniali, risulteranno nelle condizioni economiche e di composizione familiare adeguate. «Nessun trattamento speciale rispetto agli altri cittadini», ha fatto capire ieri l’assessore Baldassarre. «L’Unione europea dice che non dobbiamo avere politiche speciali per i rom ma dare loro la possibilità di accedere a servizi e prestazioni già esistenti. Per questo faremo un lavoro famiglia per famiglia, chiedendo a ciascun nucleo di stringere un patto di responsabilità con l’amministrazione».
Patto che prevede l’impegno alla scolarizzazione dei minori rom (il trasporto scolastico ad hoc verrà ridotto e rimarrà solo nei campi meno raggiungibili, perché «i genitori dovranno accompagnare i figli direttamente a scuola», ha detto Baldassarre) e un impegno del Comune sul versante dell’occupazione, con corsi di formazione e il sostegno logistico alla creazione di piccole realtà imprenditoriali o ditte individuali.
Chi pagherà l’assistenza del Campidoglio? L’Unione europea, con 3,8 milioni già stanziati da Bruxelles e presenti nel bilancio 2017 di Roma Capitale. «L’Italia – ha spiegato la sindaca Virginia Raggi – ha avuto a disposizione fondi che non ha utilizzato continuando a spendere tra i 24 e i 30 milioni di euro annui per tenere in vita i campi». Con questo piano, ha detto la sindaca, «fermiamo la mangiatoia che c’è stata per troppi anni da parte della criminalità e di mafia capitale». «Questa operazione – ha aggiunto Baldassare – è dedicata alle sorelline morte a Roma perché non avvenga mai più».

Per capire quante case popolari verranno destinate ai rom bisognerà aspettare il 30 giugno, quando gli uffici comunali avranno elaborato il piano per il superamento dell’emergenza abitativa. «Boccia il piano rom però l’associazione 21 luglio, che accusa l’amministrazione di «non conoscere il fenomeno: i rom in emergenza abitativa della Capitale non sono 4.500 in 9 villaggi, bensì 5.300 in 19 insediamenti formali e 2.200 in insediamenti informali».

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