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Blue whale, ragazzina di Mantova salva la vita a coetaneo di Roma pronto a suicidarsi

Nello scambio di messaggini su WhatsApp le parole Blue Whale diventavano sempre più inquietanti. Ha capito quasi subito una ragazzina di Mantova che il coetaneo di Roma gli stava confidando qualcosa che lo stava terrorizzando. E gli inviti rivolti nei giorni scorsi ai minori da forze dell’ordine e procure, a cercare aiuto hanno dato un altro risultato. La minorenne è andata all’ufficio denunce della questura di Mantova, facendo scattare i soccorsi. L’amico romano è stata trovato in condizioni fisiche buone ma in un tale stato di prostrazione che ne ha consigliato l’immediato trasporto in ospedale. L’ultimo caso legato all’infernale ingranaggio del Blue Whale, il gioco social che spingerebbe gli adolescenti ad atti autolesionistici sino al suicidio, arriva da Mantova. A rivelarlo la stessa questura della città.

Alcuni giorni fa la ragazzina si è presentata all’ufficio denunce della Questura, per raccontare quello che stava accadendo ad un suo coetaneo residente a Roma. «Sono tanto spaventata per lui..», ha cominciato. Raccontando che l’amico le aveva confidato, tramite WhatsApp, di essere rimasto coinvolto nel gioco. «Mi ha detto che aveva iniziato una settima fa per gioco, che poi voleva smettere ma non poteva..», ha rivelato la ragazzina. Il suo curatore (come vengono definiti gli anonimi amministratori del gioco), non glielo permetteva. «Lo ha minacciato di prendersela con la sua famiglia – ha detto ancora la ragazza – gli ha detto che non gli restava altra scelta che suicidarsi».

Dalla questura di Mantova è subito partita una segnalazione ai colleghi romani che, grazie agli elementi forniti, hanno rintracciato il ragazzino nella sua casa. Il giovane non aveva ancora messo in atto gesti autolesionistici e quindi stava fisicamente bene, ma la prostrazione psicologica era tale, che per precauzione, è stato trasportato all’ospedale e sottoposto a visita medica. Nel riferire l’episodio la Questura di Mantova ha preso ad esempio la coraggiosa ragazzina invitando chiunque venga a conoscenza di analoghe situazioni a segnalarle subito alle forze dell’ordine.

«Sono soggetti assolutamente privi di scrupoli quelli che spingono al Blue Whale i minorenni – dicono gli investigatori – Approfittano della debolezza di alcuni soggetti per lo più adolescenti, portandoli a commettere anche gesti estremi, con subdole quanto assurde minacce online». Il gioco online della Balena blu sta creando in molte parti d’Italia un vero e proprio allarme sociale. Ieri un 17enne è stato trovato dai carabinieri a Molfetta (Bari) mentre era steso sui binari; a Milano alla fine di maggio ci sono stati quattro casi di minori finiti nella pancia della Balena blu, con due inchieste aperte sui curatori, mentre a Ravenna tre ragazzini sono stati trovati con tagli sulle braccia.

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