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Legge elettorale: sì della Commissione, oggi in Aula

CROLLANO I VOTANTI ALLE COMUNALI, A ROMA IL 5% IN MENOLa commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il testo del relatore Emanuele Fiano con la nuova legge elettorale. Il provvedimento andrà in Aula alle 12.

BICAMERALE: il modello è perfettamente uguale per le due Camere, ed è la prima volta dal 1948. Anche il Mattarellum aveva due versioni per i due rami del Parlamento.

PROPORZIONALE E SOGLIA: Il sistema è un proporzionale con soglia al 5%, unica cosa che lo accomuna a quello tedesco.

CAMERA: L’Italia (escluso il Trentino Alto Adige in cui si proseguirà ad usare il Mattarellum e la Valle d’Aosta dove ci sarà un solo collegio maggioritario) viene divisa in 225 collegi e in 28 circoscrizioni che coincidono con le Regioni, tranne le più popolose divise in più circoscrizioni (2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 4 in Lombardia). I partiti presentano un candidato in ciascun collegio e una lista di 2-6 nomi in ogni circoscrizione. L’elettore ha un solo voto con cui sceglie il candidato del suo collegio e la lista di partito collegata. Si contano i voti in tutta Italia e si stabilisce, in base alla percentuale, quanti seggi spettano a ciascun partito a livello nazionale e poi circoscrizionale. In ogni circoscrizione i partiti fanno una graduatoria dei propri candidati secondo il seguente criterio: prima i candidati che hanno vinto nei collegi; poi i candidati del listino; infine i candidati che nei collegi non hanno vinto. Da questa classifica si estraggono in ordine gli eletti di ciascun partito in ogni circoscrizione.

COLLEGI/LISTINI: non è possibile dire in anticipo quale è la percentuale di deputati eletti nei collegi e nei listini; ogni partito potrà variare la lunghezza di questi ultimi in ogni circoscrizione, a seconda se vuole incentivare la corsa dei propri candidati nei collegi o favorire la blindatura dell’elezione dei propri candidati.

SENATO: i collegi sono 112 (più i 6 del Trentino Alto Adige e uno della Valle d’Aosta) e le circoscrizioni coincidono con le Regioni; il meccanismo di presentazione delle candidature e di assegnazione dei seggi è identico a quello della Camera.

QUOTE DI GENERE: alternanza di genere nei listini bloccati, mentre a livello nazionale ogni partito non può avere capilista dello stesso sesso in una quota superiore al 50%. Anche per i candidati nei collegi uninominali per ogni partito nessuno dei due sessi può essere superiore a 60%.

PLURICANDIDATURE: ci si potrà candidare al massimo in un collegio e in una sola lista (e non più in tre).

CANDIDATO PREMIER: anche se è un sistema proporzionale rimane l’indicazione da parte dei partiti del “capo della forza politica”.

“C’era un impegno preso, quindi bisogna tener fede agli impegni. Ma non c’è automatismo con il voto anticipato, non lo ha stabilito nessuno, dipenderà dal Presidente Mattarella e da volontà dei partiti”, ha detto la Presidente della Camera, Laura Boldrini.

Bersani, voto settembre da irresponsabili – “Votare a settembre o ad ottobre cambia tutto per gli italiani. Settembre? Non ho mai creduto, mai avrei creduto di trovare tanta irresponsabilità, tanto poco amore nei confronti del Paese”: lo ha detto Pierluigi Bersani a Pescara per una iniziativa di Articolo 1 Mdp. “Le cose portano in quella direzione, lo ha capito anche un bambino. Un patto tra Partito Democratico e Forza Italia per una legge elettorale che sia imposta, poco tedesca e molto italiana, altro che voto alla tedesca. Qui ci sono 4 persone che decideranno le liste”, ha detto ancora Bersani riferendosi agli scenari futuri di Governo.

Renzi, per stop larghe intese votare Pd non partitini – “Per evitare le larghe intese bisogna prendere tanti voti – ha scritto Matteo Renzi -. Ogni voto al Pd andrà in questa direzione, ogni voto ai piccoli partitini aiuterà invece lo schema delle larghe intese”. “Il Pd farà liste molto larghe, pescherà al centro e a sinistra, nell’associazionismo e nella società civile, non si chiuderà nei propri confini stretti. Parlerà agli italiani, con gli italiani. Se la Germania ha conosciuto stabilità e crescita con questa legge, chi siamo noi per non essere all’altezza di questa sfida?”. “Prosegue il cammino della legge elettorale alla Camera. Ribadisco il concetto: gli stessi che ci hanno criticato per mesi sull’Italicum dicevano che bisognava fare una legge condivisa. Dopo il fallimento del referendum, ahimè, l’unica legge che può passare è una legge che veda il consenso dei principali partiti: Pd, M5s, FI e Lega insieme a SI hanno condiviso insieme le regole. Dovremmo essere tutti fieri per questo risultato nel metodo. Finalmente le regole scritte insieme!”.

D’Alema, no alleanze per realizzare programma Berlusconi – “Noi abbiamo un modo sicuro di scongiurarlo ed è prendendo molti voti. Esistiamo anche per questo, per scongiurare una prospettiva che sarebbe così negativa per il Paese”, ha detto D’Alema rispetto alle modalità con cui Articolo 1-Mdp possa scongiurare un governo Pd-FI dopo le elezioni. Per D’Alema per ricostruire il centrosinistra lo scoglio non è la leadership di Matteo Renzi: “Noi non abbiamo un problema personale, siamo in profondo dissenso sui contenuti”, ha replicato a una domanda. “Cancellare l’articolo 18 e togliere le tasse sulle case dei ricchi – ha concluso D’Alema conversando coi giornalisti – erano i principali punti del programma di Berlusconi. Noi non vorremmo fare un’alleanza per realizzare il programma di Berlusconi, ma per realizzare un programma del centrosinistra e condizionare la politica italiana”.

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