| categoria: Roma e Lazio, Senza categoria

DIETRO I FATTI/ Dalle carrozzelle a motore alle bici, i rischi della ideologia grillina

E’ un confronto surreale, con l’aria che tira e i problemi che ci sono. Stiamo per dire addio alle storiche e caratteristiche carrozzelle trainate dai cavalli, una delle icone dell’offerta turistica romana? Pare proprio di sì. La Giunta grillina sta andando giù pesante e inaspettatamente rapida, superando ostacoli e trovando soluzioni. Gli animali esigono rispetto, le carrozzelle potranno esistere solo nei parchi e in percorsi stabiliti, i vetturini eccedenti verranno riciclati con offerte di licenze di taxi in attesa dell’arrivo delle carrozzelle a motore. Opinione pubblica distratta e spaccata, poveri animali, qualcuno pensa a loro; con tanti problemi che abbiamo chissenefrega delle carrozzelle, vetturini in fermento pronti a ricorrere al santo Tar, riparatore di tutti i torti. Non si sa come andrà a finire, ma come si sottolineava i grillini su questo tipo di cose sanno essere particolarmente efficaci. E’ un po’ come sulle questioni legate alle biciclette, siccome ci vanno loro (esempi topici il presidente della commissione capitolina della mobilità Stefàno e l’ex marito della Raggi) ci devono andare tutti e nasce l’idea – perseguita tenacemente – del GRAB, il grande raccordo anulare delle biciclette. Purtroppo i Cinque Stelle non hanno la stessa determinazione su altre questioni ben più importanti e urgenti della vita romana. Dal degrado al traffico, al verde pubblico, ai topi…Li serve altro che una visione orientata, ideologizzata della vita. Serve una lucida capacità di intraprendere, di agire di mediare, di confrontarsi. Lo diceva l’ormai ex grillino Paolo Pace, passato nelle fila di Fratelli d’Italia, è sconcertante di come i grillini non sappiano governare. E forse emerge sullo sfondo il vero limite dell’armata grillina, non tanto e non solo l’estrazione sociale ma quella ideologica. Ha ragione Grillo quando dice che se non ci fosse il M5S ci sarebbero i movimenti eversivi, ci sarebbe la rivolta sociale: c’è una massa magnatica, confusa, indistinta di cittadini, di utenti, di elettori, che negli anni ha acquisito confusi input di verdi, ambientalisti, centri sociali, movimenti per i diritti civili, volontariato di destra e di sinistra, tutte realtà marginali rispetto al sistema di controllo, del potere, della amministrazione, della politica. E quel calderone di idee confuse è diventato background,e poi proposta politica.Per lo più velleitaria

Ti potrebbero interessare anche:

PUNTI DI VISTA/ Giu', nella Napoli che non si vede
Da Azuni a Battaglia, da Belviso a Tempesta, l’Aula del Campidoglio si tinge di rosa
ASCOLTI RAI/ Oltre quattro milioni di telespettatori per "Ballando con le stelle"
Viterbo, a Belcolle il Dea di 2° livello?
A piedi e in bici sull'ex ferrovia Spoleto-Norcia
Pirati di Primavalle, fermati i due fuggitivi



wordpress stat