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IL PUNTO/ Responsabilità medica: al via la legge, ma per le polizze bisogna attendere

untitleddi Gabriella Rocco
La riforma Gelli è finalmente in vigore. Ecco quali misure sono già operative e quali, invece, richiedono i decreti attuativi.E’ ufficialmente in vigore da qualche mese la legge numero 24/2017, ovverosia la cd. riforma Gelli sulla responsabilità medica.La responsabilità medica è quel tipo di responsabilità che deriva dai danni cagionati ai pazienti da errori od omissioni dei sanitari. A tal proposito va sin da subito premesso che la medicina, prima ancora di essere una scienza, è considerata una vera e propria arte: non ogni risultato può considerarsi univoco e i “rimedi” alla malattia danno origine a risultati statistici che non forniscono mai lo stessa identica soluzione. Ogni essere umano è unico così come unica può rivelarsi la risposta a un intervento terapeutico. Anche per questo motivo, i medici sono potenzialmente soggetti, in misura maggiore rispetto ad altri professionisti, ad azioni giudiziarie e a domande di risarcimento del danno da parte dei propri pazienti.

Le Misure operative. La Documentazione medica. Tra le misure che sono operative c’è innanzitutto l’obbligo per le aziende sanitarie di fornire, dietro richiesta degli interessati ed entro sette giorni dalla stessa, la documentazione sanitaria disponibile e le informazioni sulla vicenda clinica del richiedente.
Gli Obblighi di comunicazione. Non solo: non è prevista nessuna attesa per gli obblighi di comunicazione posti in capo alle strutture sanitarie e alle compagnie di assicurazione, le quali sono chiamate ad avvisare tempestivamente il medico in caso di avvio di una controversia che li riguarda. Se tale comunicazione viene fornita dopo dieci giorni dall’inizio della causa o della trattativa stragiudiziale, l’azienda sanitaria o la compagnia perdono il diritto di agire in rivalsa, laddove dovessero emergere profili di coinvolgimento del sanitario non avvisato tempestivamente.
Il Tentativo di conciliazione. Sin da subito, poi, diventa obbligatorio il tentativo di conciliazione mediante ATP preventivo all’instaurazione di una vera e propria causa avente ad oggetto la responsabilità del sanitario, con la precisazione che è comunque ancora possibile intraprendere la strada alternativa del tentativo di mediazione.
La Responsabilità civile e penale. Chiaramente sono operative già dal primo giorno le norme più rilevanti della riforma Gelli, ovverosia quelle che modificano la responsabilità medica, sia sul piano civile che su quello penale.
Ci si riferisce, nel primo caso, alla creazione di un doppio binario che prevede la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e quella extracontrattuale del medico dipendente o comunque inquadrato all’interno della struttura (ma non del medico che ha assunto espressamente un impegno contrattuale con il proprio paziente). Sul piano penale ci si riferisce, invece, alla nuova ipotesi di non punibilità per imperizia del medico che ha rispettato le linee guida da emanare entro il 30 giugno 2017 o, medio tempore, le buone pratiche clinico-assistenziali.
La Rivalsa. La legge numero 24/2017 produce pieni effetti sin da subito anche con riferimento alla rivalsa, che è stata sottoposta a vincoli temporali, quantitativi e applicativi. Da qualche mese, quindi, si deve tener conto del fatto che l’azione di rivalsa contro il sanitario responsabile del danno è possibile solo entro un anno dal risarcimento, per massimo tre annualità retributive lorde e solo in caso di dolo o colpa grave.
La CTU. Da aprile, infine, sono applicabili i criteri e le regole introdotti nel procedimento di nomina dei medici consulenti tecnici del giudice nelle cause civili e penali.

Veniamo, invece, alle novità che dovranno attendere ancora un po’ prima di iniziare ad esplicare i loro effetti perché richiedono i decreti attuativi.

Le Polizze. Le assicurazioni sono obbligatorie ma non da subito. La riforma della responsabilità sanitaria (legge 24/2017) impone alle aziende sanitarie pubbliche e private e agli operatori medici di assicurarsi a garanzia della propria responsabilità professionale. Ma i requisiti minimi delle polizze saranno stabiliti con un decreto del ministro dello Sviluppo economico che dovrà essere emanato entro il 30 luglio.
Il cammino dell’attuazione. Lo prevede l’articolo 10 della riforma, che rinvia così il debutto delle novità per la disciplina assicurativa. Il decreto, in particolare, dovrà individuare le classi di rischio cui far corrispondere massimali differenziati. Inoltre, dovrà prevedere i meccanismi di riserva finanziaria “per competenza” che regoleranno i fondi per i sinistri nei casi in cui le aziende sanitarie decidano di non assicurarsi e di ritenere su di sé, in tutto o in parte, il rischio economico di risarcire i sinistri non assicurati (Self insurance retention).
Il fondo di garanzia. Serve un decreto (questa volta del ministro della Salute) anche per rendere operativo il fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria. Il regolamento dovrà disciplinare le modalità di costituzione e di intervento del fondo, nonché i meccanismi di alimentazione finanziaria del fondo stesso che (non potendo gravare sui conti pubblici) dovranno essere attinti (sotto forma di contributo) da una quota dei premi incassati dalle imprese di assicurazione che operino nel ramo, con specifico indirizzo della Rc sanitaria.
Le linee guida. Le linee guida dovranno essere elaborate (entro il 30 luglio) da istituzioni ed enti pubblici e privati, dalle società scientifiche e dalle associazioni professionali che, avendone i requisiti, potranno iscriversi presso l’albo istituito dal ministero della Salute. Questi organismi, che dovranno rispondere a canoni di rappresentatività, di controllo pubblico e di indipendenza, avranno quindi il compito di tracciare le norme comportamentali riconosciute dalla comunità scientifica alle quali il medico dovrà attenersi (salve le specificità del caso concreto) e sulla base delle quali sarà valutata anche la sua condotta.
L’Osservatorio nazionale. Infine, entro il 1° luglio, un decreto del ministero della Salute dovrà disciplinare l’istituzione dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, che avrà il compito di monitorare i dati relativi alla casistica della colpa in sanità, acquisendo le statistiche sui casi clinici con eventi avversi, sulle loro cause e la loro frequenza, sull’entità dei risarcimenti e sugli oneri finanziari del contenzioso. Questa attività di monitoraggio dovrà essere destinata a identificare linee di indirizzo scientifico che possano consentire di gestire tali criticità e avallare buone pratiche operative con lo scopo di prevenirle.

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