| categoria: Dall'interno

LA DENUNCIA/ Male equipaggiati, come possono difenderci?

L’Anac : irregolarità negli appalti per l’equipaggiamento della Polizia. Il rapporto degli uomini di Cantone: Giubbotti antiproiettile violabili, divise strappate, caschi difettosi.

Giubbotti antiproiettile violabili, divise strappate, caschi difettosi. Da anni gli agenti della Polizia di Stato, in particolare i sindacati di categoria, lamentano lo scandalo di un equipaggiamento inadeguato per le nostre forze dell’ordine. Ora la situazione ai limiti del paradossale viene messa nera su bianco anche da un rapporto dell’Anac con Raffaele Cantone che ha passato al setaccio gli acquisti realizzati dal Viminale riscontrando pesanti violazioni al codice degli appalti e alle annesse regole di trasparenza e concorrenza. E, se possibile ancora più grave, ha messo in evidenza una drammatica applicazione della logica risparmio che privilegia prodotti a costo basso piuttosto che quelli in grado di garantire la massima sicurezza agli agenti. E dunque anche ai cittadini. “Una debacle per le burocrazie ministeriali alla quale il Capo della Polizia deve immediatamente porre riparo” questo il commento della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia in merito alla delibera dell’Anac n. 554/17 nella quale si analizzano le procedure di approvvigionamento materiali per la Polizia di Stato.

Al di la delle note vicende delle scarpe spaiate, dei giubbotti violabili, della doppia zz dalla Polonia – dichiara il Segretario Nazionale della Consap Stefano Spagnoli – per noi era di tutta evidenza che gli approvvigionamenti venivano fatti in ritardo e con materiale non sempre di prima qualità e lo avevamo denunciato in tutte le sedi; ora l’analisi dei magistrati anticorruzione si spinge oltre nel ritenere i bandi del Ministero dell’Interno privi di trasparenza e di correttezza nelle procedure ed a questo punto diventa auspicabile ed inevitabile un intervento di autorità del Capo della Polizia, per non pregiudicare tutta l’immagine dell’Istituzione”

La sensazione è che in questo campo, specificatamente operativo, sia stato lasciato troppo spazio a burocrati che nulla sanno sulle reali esigenze del personale e che gestiscono milionari appalti con troppa faciloneria, con il risultato che le nostre divise ormai hanno ben poco di uniforme, ma quel che è peggio che le indicazioni dei sindacati di polizia in sede di commissione vestiario e approvvigionamento, circa l’inadeguatezza e l’inefficienza di certi dispositivi vengono puntualmente disattese, riducendo questo organismo ministeriale ad un cortese dialogo “tra sordi”.

“Occorre un intervento di autorità che possa sgombrare finalmente il campo dalle facili denunce, ascoltate solo dalla strumentalizzazione politica, per cominciare a capire – conclude Spagnoli – che donne ed uomini della Polizia di Stato sono il volto dello Stato e della legalità ed in quanto tali vanni tutelati, soprattutto quando questi giochi di appalti ove “non appaiono rispettati i principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, previsti dalla norma stessa (del. ANAC 554/17)” si fanno sulla pelle dei poliziotti

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