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Puglia in controtendenza, frana il centro destra

Perse Taranto e Lecce, è l’onda lunga della rottura tra Fitto e Berlusconi? In rimonta i grillini, vinte tre sfide su tre

La Puglia in controtendenza rispetto al resto d’Italia. Frana il centrodestra e vince il centrosinistra in questo secondo turno delle amministrative. E anche i Cinque Stelle qui potranno dire la loro: sbaragliano gli avversari del centrodestra e si aggiudicano tre ballottaggi su tre a Santeramo in Colle, Mottola e Canosa. Tre Comuni: Galatina, Giovinazzo e Palagiano, avranno, invece, un sindaco eletto con le liste civiche.

Una sconfitta quella del centrodestra che probabilmente è l’onda lunga della rottura tra Raffaele Fitto (ex governatore di Puglia ed attuale europarlamentare) e Silvio Berlusconi: la sua uscita da Forza Italia, a quanto pare, ha avuto conseguenze ed indebolito il partito consegnando la Regione alla sinistra. Magro il bottino che i fittiani portano a casa in queste elezioni: solo tre Comuni (Terlizzi, Casarano, Tricase) sui 14 che domenica scorsa sono andati alle urne.

Il centrosinistra, invece, fa cinquina e sfodera insieme a Molfetta, Martina Franca e Galatone due assi nella manica su cui in pochi avrebbero scommesso: Lecce e Taranto.

Carlo Salvemini stravince a Lecce con il 54,76% di preferenze sul 45,24% di Mauro Giliberti, ribaltando completamente le percentuali del primo turno che lo vedevano indietro al 28,9% contro un massiccio 45,29%.

Il cambiamento di rotta della città è il frutto di un ticket elettorale con Alessandro Delli Noci, ex assessore della giunta di destra Perrone, che nonostante la sua estrazione politica, ha dirottato il suo 16,80%, ottenuto nel primo turno, sulla coalizione di sinistra in cambio di una poltrona da vicesindaco. E così, sembra proprio che Lecce subisca il fascino dei corsi e ricorsi storici vichiani: Carlo Salvemini è figlio di Stefano, il primo sindaco di sinistra della città. Conquistò palazzo Carafa al secondo turno nel 1995 sfruttando la spaccatura della destra, ma sedette sulla poltrona solo per due anni. Poi cadde. Dopo di lui per 20 anni e fino ad oggi la fascia del tricolore è stata sempre all’opposizione. Ora è di suo figlio e considerato che il centrodestra potrebbe guadagnare 17 consiglieri su 32 in consiglio, ci sono già tutti i presupposti per un problema di governabilità.

Analogo panorama a Taranto. Qui ha vinto Rinaldo Melucci con il 50,91%, nonostante la caduta libera del numero dei votanti: solo il 32,88% ha deciso di esprimere la sua preferenza. Stefania Baldassari supportata dal centrodestra, Forza Italia inclusa, si è fermata al 49,09% e non ce l’ha fatta. Eppure, anche nel capoluogo jonico, il primo turno sembrava dare indicazioni diverse: Baldassari era in testa con il 22,27% e Melucci aveva guadagnato solo il 17,92%. Ma, in 15 giorni il Pd ha fatto squadra e il centrodestra ha capito troppo tardi di aver fatto male i compiti a casa.

Alessandra Bianco

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